martedì 19.09.2017
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Bassa intensità di lavoro

Nel monitorare gli obiettivi di politica sociale, nell’ambito della strategia EU2020, all’indicatore di povertà si affianca un indicatore di esclusione dal mercato del lavoro.

S'intende così cogliere anche quella parte di popolazione che, pur in assenza di problemi economici, è da considerarsi a forte rischio di esclusione sociale in chiave prospettica, in quanto vive in una famiglia in cui nessuno lavora o i cui componenti sono occupati in attività lavorative in modo discontinuo e poco intenso.

L'intensità del lavoro è convenzionalmente definita come il rapporto fra il numero totale di mesi lavorati dai componenti della famiglia e il totale di mesi teoricamente disponibili per attività lavorative durante l’anno.

Definizione

L’indicatore è dato dalla percentuale di persone che vivono in famiglie la cui intensità di lavoro è inferiore a 0,20.
L'intensità del lavoro è convenzionalmente definita come il rapporto fra il numero totale di mesi lavorati dai componenti della famiglia durante l’anno di riferimento dei redditi (quello precedente all’anno di rilevazione) e il numero totale di mesi teoricamente disponibili per attività lavorative.
Ai fini del calcolo di tale rapporto, si considerano i membri della famiglia di età compresa fra i 18 e i 59 anni, escludendo gli studenti nella fascia di età tra i 18 e i 24 anni.
Le famiglie composte soltanto da minori, da studenti di età inferiore a 25 anni e da persone di 60 anni o più non vengono considerate nel calcolo dell'indicatore.

L'Emilia-Romagna nel contesto europeo

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Data di aggiornamento: agosto 2017

Comparabilità

Comparabilità


L'indagine sul Reddito e le Condizioni di vita delle famiglie nasce all'interno di un più ampio progetto denominato "Statistics on Income and Living conditions" (Eu-Silc) deliberato dal Parlamento europeo e coordinato da Eurostat. Tale progetto risponde alla sempre più ampia e dettagliata richiesta di informazione statistica su argomenti come redditi, povertà, esclusione sociale, deprivazione, qualità della vita.
A partire dal 2004, Eurostat e gli istituti nazionali di statistica europei mettono a disposizione degli studiosi e delle autorità di politica economica una serie di microdati sulle condizioni di vita delle famiglie, cioè informazioni a livello familiare ed individuale sui redditi e su altre variabili che determinano il benessere materiale e, più in generale, la qualità della vita. L'indagine produce una serie di dati con riferimenti temporali diversi. Tutte le spese sostenute dalle famiglie relative all'abitazione si riferiscono agli ultimi 12 mesi rispetto alla data di rilevazione; gli indicatori di deprivazione e di benessere alla data di rilevazione e tutti i dati inerenti il reddito all'anno solare precedente quello di rilevazione. L'indagine ha cadenza annuale e consta in una componente trasversale ed una longitudinale. La struttura di campionamento, basata su un panel ruotato con 4 gruppi rotazionali, consente l'osservazione di ciascun gruppo per 4 anni consecutivi.
Il livello di copertura dell’indagine, scelto dagli Stati membri, varia da Paese a Paese. Le stime di Grecia, Olanda e Polonia sono significative a livello di NUTS1; Germania, Francia, Croazia, Portogallo e Romania producono stime sono al livello nazionale. Di conseguenza il Factbook mapperà solo i restanti Paesi che hanno stime a livello di NUTS2.

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