Dispersione scolastica

Il programma Europa2020, come già prima la strategia di Lisbona, ha individuato nella riduzione della dispersione scolastica uno dei tre obiettivi che i Paesi membri si sono impegnati a raggiungere nel campo della “crescita intelligente” entro il 2020. Il target è quello di ridurre, entro la data stabilita, al 10 per cento la quota di giovani che abbandonano prematuramente gli studi. Per l’Italia la quota è pari al 15-16 per cento.

In generale, la scelta di non proseguire gli studi, spesso indice di un disagio sociale che si concentra nelle aree meno sviluppate del Paese, può essere diffusa anche nelle regioni più prospere, dove una sostenuta domanda di lavoro e un inserimento occupazionale relativamente facile possono esercitare un’indubbia attrazione sui giovani, distogliendoli dal compimento del proprio percorso scolastico.

Definizione

L’indicatore è dato dalla quota di popolazione di 18-24 anni che ha abbandonato gli studi senza aver conseguito un titolo superiore al livello 3 della classificazione internazionale sui livelli di istruzione (Isced).

Tale indicatore, nel sistema di istruzione italiano, equivale alla percentuale della popolazione in età 18-24 anni che non ha conseguito titoli scolastici superiori alla licenza media (il titolo di scuola secondaria di primo grado), non è in possesso di qualifiche professionali ottenute in corsi di durata di almeno 2 anni e non frequenta né corsi scolastici né attività formative.

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pubblicato il 2018/11/09 18:16:00 GMT+1 ultima modifica 2018-11-20T16:38:16+01:00

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