domenica 23.07.2017
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Lavoro


Gli indicatori del mercato del lavoro permettono di misurare fenomeni importanti come lo stato occupazionale della popolazione attiva di un paese e, dunque, la partecipazione alla produzione di reddito.
Da queste misure si possono trarre indicazioni sulle tendenze di crescita economica delle differenti aree dell'Ue, strumenti necessari per predisporre corrette politiche di intervento.
Questi indicatori si rivelano decisivi soprattutto in momenti, come quello attuale, in cui l'occupazione subisce gli effetti negativi della crisi economica, limitando le possibilità di realizzazione e scelta degli individui.
Prima della lunga crisi economica iniziata nel 2008, il mercato del lavoro regionale era da anni caratterizzato da una situazione estremamente positiva, con tassi di occupazione elevati, sia per gli uomini sia per le donne, e livelli di disoccupazione molto bassi.
Il lungo periodo di sofferenza economica ha tuttavia inciso sull'occupazione regionale determinando una contrazione molto forte per tutti gli indicatori. L'Emilia-Romagna, comunque, partendo da standard elevati, si mantiene fra le regioni europee caratterizzate dalle migliori performance occupazionali.
Dal 2008 al 2013 è diminuito il tasso di occupazione della popolazione 20-64 anni, monitorato dalla strategia Europa 2020, e sono cresciuti, conseguentemente, il tasso di disoccupazione e di disoccupazione di lunga durata.
Dal 2014 si rilevano segnali di ripresa, che coinvolgono tutti gli indicatori del mercato del lavoro: cresce il tasso di occupazione (da 70,6% nel 2013 a 71,2% nel 2015) sia per gli uomini sia per le donne, diminuisce il tasso di disoccupazione (da 8,4% nel 2013 a 7,7% nel 2015) e, per la prima volta dal 2008, anche il tasso di disoccupazione di lunga durata (da 4,1% nel 2014 a 3,7% nel 2015).
Di questa lunga crisi hanno risentito fortemente i giovani, con un aumento del tasso di disoccupazione giovanile e della percentuale di NEET. Nel 2015, l’Emilia-Romagna, per la prima volta dal 2008, fa registrare un’inversione di tendenza anche per questa fascia di popolazione: nel biennio 2014-2015 la disoccupazione giovanile passa da 34,9% a 29,4% e i NEET dal 23,8% al 21,1%.
La struttura occupazionale settoriale dell'Emilia-Romagna, sostanzialmente identica a quella del Nord-est, mostra, rispetto al resto d’Europa, una più alta vocazione industriale e, conseguentemente, una minore incidenza dei servizi.
Rispetto al 2008 il numero di occupati segna una contrazione da ascrivere all'agricoltura, all'industria in senso stretto, al settore delle costruzioni e al commercio, alberghi e ristoranti; aumentano invece gli occupati nelle altre attività dei servizi. Dal 2014 si registra una leggera ripresa dell’occupazione industriale.

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