Popolazione

Gli indicatori demografici misurano l'evoluzione e la struttura della popolazione.
In ottica comparativa, nell’ambito Popolazione emerge per tutti gli indicatori uno squilibrio a favore delle classi più anziane.

L’incidenza contenuta della popolazione in età giovanile e il peso elevato della componente anziana determinano una struttura della popolazione regionale più invecchiata rispetto a quella della maggior parte delle altre regioni italiane ed europee, come dimostrano i valori assunti dagli indici di vecchiaia, di dipendenza, di struttura della popolazione attiva.

La popolazione con più di 65 anni cresce molto più di quella con meno di 15 anni e questa dinamica si accompagna anche a un costante assottigliamento della popolazione in età lavorativa (15-64 anni), determinando così un peggioramento del grado di dipendenza economico-sociale tra le generazioni.

La popolazione complessiva residente in Emilia-Romagna nel 2017 è stabile, dopo la leggera flessione dell’anno precedente: il tasso di crescita fa segnare un +0,2 per mille, per effetto di una contrazione recente della dinamica migratoria (che è passata dal 14,2 per mille del 2008 al 3,5 per mille del 2016) e un saldo negativo dell’elemento naturale ormai assodato (ossia il numero dei morti supera quello dei nati).

Dopo oltre venti anni di lenta ma costante crescita, dal 2010 si è registrato un calo delle nascite che ha riguardato sia gli italiani sia gli stranieri.
Per la componente italiana, il calo è attribuibile quasi esclusivamente alla struttura per età della popolazione femminile: ogni anno escono dal novero delle donne in età feconda le generazioni nate negli anni ’60 ed entrano quelle, molto meno numerose, nate nei decenni successivi.
I nati stranieri, invece, la riduzione delle nascite è dovuta a un effettivo calo del numero medio di figli per donna.

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pubblicato il 2018/11/13 17:43:00 GMT+2 ultima modifica 2018-12-19T12:29:03+02:00

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