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Meno bambini anche nel 2015

Natalità in calo dal 2009, in Emilia-Romagna e in Italia

Natalità 2015: si conferma la diminuzione dei nati in corso in tutto il Paese dal 2009

 

Nel corso del 2015 sono stati iscritti in un’anagrafe dell’Emilia-Romagna 35.813 nuovi nati, 855 in meno (-2,3%) rispetto ai 36.668 nati del 2014, confermando quindi la tendenza alla diminuzione della natalità che si osserva dal 2009.
La causa principale della diminuzione è da ricercare nella diminuzione delle potenziali madri, mentre il tasso di fecondità non subisce variazioni e resta sul valore di 1,42 figli per donna, come nel 2014.
Il valore complessivo è la combinazione di 1,24 figli per donna in media per le cittadine italiane e 2,08 figli in media per le residenti straniere.
A guidare la diminuzione, sin dal 2009, sono i genitori italiani e il 2015 conferma questa dinamica: i nati da entrambi i genitori italiani sono 948 in meno rispetto all’anno precedente, mentre una leggera variazione positiva (+ 93 nati) si osserva per il numero di nati con almeno un genitore straniero.
Questa dinamica opposta porta al 33% la quota di nati con almeno un genitore straniero sul totale dei nati in Emilia-Romagna. È il valore più elevato tra le regioni italiane, dove in seconda posizione si trova la Lombardia con il 29,7%.
Tra gli 11.804 nati con almeno un genitore straniero circa i tre quarti (8.812) hanno entrambi i genitori stranieri e la loro numerosità è sostanzialmente stabile rispetto al 2014 (8.815).
Per i nati da coppie miste si osservano andamenti opposti: aumentano i nati da padre straniero e madre italiana (722 nati, +186 rispetto la 2014) e diminuiscono quelli con padre italiano e madre straniera (2.270, - 90 rispetto al 2014).
Si conferma la tendenza a posticipare le nascite: nel 2015 quasi il 9% dei nati in Emilia-Romagna ha una madre di 40 anni o più, quasi il doppio rispetto ai 4,9% di dieci anni prima.
Tra i nati da madri italiane la tendenza è ancora più forte e i nati da madri ultra-quarantenni raggiungono l’11% del totale dei nati con madre italiana.
La maggior parte delle nascite continua a realizzarsi all’interno del matrimonio, ma questa relazione è sempre meno valida e la quota di nati fuori dal matrimonio è in continua crescita.
Nel 2015 il 35,4% delle nascite è avvenuta fuori dal matrimonio dieci punti percentuali in più rispetto al 2005.

 La dinamica provinciale


La dinamica territoriale ricalca sostanzialmente quanto osservato a livello regionale, ma con livelli che mostrano notevoli differenze.
La diminuzione del numero dei nati nel corso del 2015 ha interessato soprattutto le province di Ferrara (-6,4%) e Ravenna (-4,4%) mentre è stata particolarmente contenuta nella provincia di Reggio-Emilia (-0,2%).
Oltre alle differenze strutturali che caratterizzano i territori provinciali in termini di forza della diminuzione delle donne in età feconda e del diverso grado di invecchiamento di questo contingente, differenze considerevoli si riscontrano in termini di numero medio di figli per donna.
A fronte della media regionale di 1,42 figli per donna, nella provincia di Reggio-Emilia si tocca il massimo di 1,52 figli e in quella di Ferrara il minimo di 1,20 figli in media per donna in età feconda.
Superiore alla media regionale anche la media delle province di Modena (1,47) e di Piacenza (1,45).
Nella provincia di Reggio-Emilia sia le straniere, con 2,14 figli in media, sia le italiane con 1,36, esprimono una fecondità superiore alla media regionale.
Nella provincia di Modena sono soprattutto le straniere a contribuire alle nascite con circa 2,27 figli per donna, mentre le residenti italiane restano sulla media regionale di 1,24 figli per donna.
Nella provincia di Piacenza, sia le straniere (2,07 figli per donna) sia le italiane (1,22) esprimono fecondità inferiore ai valori medi regionali ma ne risulta una stima complessiva superiore.
La spiegazione è da ricercare nella diversa combinazione tra italiane e straniere: nella provincia di Piacenza il 22% delle residenti in età feconda è di cittadinanza straniera mentre nella media regionale scende al 18,6%.

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Pubblicato il 12/12/2016 — ultima modifica 21/12/2016
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