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Nel 2015 l'Emilia-Romagna perde quasi tremila abitanti

Per la prima volta dagli anni 90 le anagrafi comunali attestano una diminuzione dei residenti

L’Ufficio di Statistica della Regione Emilia-Romagna diffonde i dati sulla popolazione residente: all’1.1.2016 sono iscritte in anagrafe 4.454.393 persone, 2.722 in meno rispetto alla stessa data del 2015.

L'inversione di tendenza

Si tratta di un cambiamento rilevante nella situazione storica che, dagli anni 50 in avanti, aveva sempre visto aumentare gli abitanti, (salvo che nel periodo 1983-1989).

Il 2015 è un anno singolare dal punto di vista demografico.
Alla contrazione del numero di nati, in atto in tutto il Paese dal 2009, si accompagna un picco di mortalità, anch’esso diffuso in tutto il Paese, che ha ulteriormente accentuato il contributo negativo della dinamica naturale.
In Emilia-Romagna il saldo naturale è negativo dalla metà degli anni 70; i flussi migratori in ingresso, tuttavia, l’avevano sempre compensato, evitando il calo della popolazione. Dalla metà degli anni 90, poi, avevano dato addirittura un contributo rilevante al suo aumento.

A partire dal biennio 2009-2010, però,  il contributo del saldo migratorio si attenua1: se mediamente il suo valore complessivo si attestava in media sulle 44mila unità annue, nel biennio 2013-2014 si riduce a circa 22mila,  e il dato stimato per il 2015 conferma livelli analoghi.

Da un punto di vista numerico, se la crescita naturale è negativa e la crescita migratoria positiva si affievolisce, è logico attendersi per la popolazione una fase di stasi, con minime oscillazioni annuali.

La dinamica per età

La sostanziale costanza della popolazione complessiva nasconde dinamiche differenziate per classi di età: a fronte di una diminuzione di bambini e giovani, continua l’aumento della popolazione adulta e anziana.

Popolazione residente per classi di età. Emilia-Romagna

Variazioni assolute tra 1° gennaio 2016 e 1° gennaio 2015

grafico popolazione 2016

Fonte: Regione Emilia-Romagna

Sulla popolazione tra 0 e 14 anni si riflette la contrazione della natalità: il calo dei bambini tra 0 e 4 (quasi 6mila unità) non è compensato dall’aumento di quelli tra 5 e 14 (circa 3mila unità).
L’opposta dinamica che si osserva per la popolazione anziana porta a un ulteriore peggioramento dell’indice di vecchiaia, che misura all’1.1.2016 la presenza di circa 175 anziani ogni 100 giovani, a fronte dei 173 dell’1.1.2015.
Oltre la metà dell’incremento degli anziani è dovuta agli over 85enni (+4mila unità).

Continua il calo della popolazione giovanile (15-39 anni), che nel corso del 2015 decresce di quasi 20mila unità: la diminuzione è concentrata nella fascia fra 30 e 39 anni.

L’andamento opposto per gli adulti tra 40 e 64 anni fa proseguire i trend di invecchiamento della popolazione in età lavorativa e di aumento dell’indice di struttura.

Nel complesso, continua pian piano ad aumentare la popolazione demograficamente dipendente (tra zero e 14 anni e con più di 64 anni), e a diminuire la popolazione demograficamente attiva (tra 15 e 64 anni).

Queste dinamiche si ripercuotono sia sulla capacità interna di rinnovo del sistema demografico (si pensi alla diminuzione delle potenziali madri e al riflesso sulla natalità), sia dal punto di vista sociale, implicando, ad esempio, un mutato profilo dei potenziali lavoratori.

La popolazione residente straniera

Per la prima volta da quando si rilevano i dati, il numero di stranieri residenti è in contrazione: i 534.424 stranieri iscritti in anagrafe all’1.1.2016 sono 3.812 in meno rispetto all’1.1.2015.
Viceversa, la popolazione di cittadinanza italiana aumenta di circa mille unità.

Non sono al momento disponibili i dati dei flussi relativi al 2015, ma una prima spiegazione sembra potersi trovare nelle acquisizioni di cittadinanza italiana.
Già nel 2014, infatti, il boom di acquisizioni di cittadinanza italiana (16mila) aveva fortemente ridotto i ritmi di crescita della popolazione residente straniera: nel 2015 potrebbe averla annullata.
I dati anagrafici sembrano avvalorare questa tesi: all'1.1.2016 oltre 21.3002 residenti di cittadinanza italiana erano iscritti come cittadini stranieri all'1.1.2015.

Il saldo naturale della popolazione straniera è positivo e, se in linea con la tendenza alla diminuzione osservata nell’ultimo quinquennio, potrebbe attestarsi nel 2015 sotto le 8mila unità.
Il saldo migratorio complessivo (tenuto conto anche delle cancellazioni anagrafiche d’ufficio che riguardano per oltre l’80% la popolazione straniera), se in linea con il 2014, potrebbe oscillare attorno alle 10-11 mila unità anche nel 2015.

Tra i nuovi cittadini italiani oltre il 37% ha tra i 30 e i 50 anni e un ulteriore 37% è rappresentato da minori, figli che hanno acquisito la cittadinanza per trasmissione dai genitori: tra questi quasi l’87% è nato in Italia.
Del resto, tra i bambini stranieri la quota di coloro che, seppur stranieri non sono migranti, è molto elevata: il 77% dei ragazzi stranieri in età di obbligo scolastico (fino a 16 anni) è nato in Italia e la percentuale sale al 95% tra i bambini stranieri in età prescolare (con meno di sei anni).

Le famiglie


Dalle anagrafi comunali si contano oltre 1.996 mila fogli di famiglia distinti, quindi famiglie che, va sottolineato, possono anche essere coabitanti, cioè condividere la stessa abitazione.

Sono quasi 249mila le famiglie in cui almeno uno dei componenti ha cittadinanza straniera.

In linea con il 2015, la dimensione media delle famiglie è di 2,22 componenti.

Circa il 37% delle famiglie è costituita da una sola persona e il 16,8 % da quattro o più persone.

Le famiglie in cui sono presenti cittadini stranieri sono mediamente più numerose: ad avere quattro o più componenti è il 30,5% delle famiglie con almeno uno straniero e solo il 14,9% di quelle in cui tutti i componenti sono italiani.
La diversa distribuzione per numero di componenti riflette sia la differente struttura per età, sia la maggior presenza di figli: la fecondità espressa dalle donne straniere, seppure in contrazione, resta quasi doppia rispetto a quella delle italiane.
Tra le famiglie con membri stranieri nel 17,1% è presente un bambino in età prescolare e circa nel 5% i bambini in età prescolare sono due.
Se tutti i componenti sono di cittadinanza italiana la presenza di un bambino in età prescolare scende al 6,3% e solo nell’1,3% dei casi i bambini in età prescolare sono due.
Sempre più elevata, ma con uno scarto minore, la presenza nelle famiglie con almeno uno straniero di bambini e ragazzi in età di obbligo scolastico (6-16 anni): bambini e ragazzi in obbligo scolastico sono presenti nel 26% delle famiglie con almeno uno straniero e nel 14,8% di quelle in cui tutti i componenti sono italiani.
Per contro, il 41,9% delle famiglie in cui tutti i membri sono italiani ospita almeno un anziano di 65 anni e oltre e nel 25% risiede almeno un grande anziano (75 anni e oltre).

La  dinamica territoriale

A livello territoriale la diminuzione di popolazione non è uniforme; nelle province di Parma, Rimini e nella Città metropolitana di Bologna è addirittura in aumento.

 


Popolazione residente in Emilia-Romagna all'1.1.2015 e all'1.1.2016 per ambito.
Ammontare, differenze assolute e percentuali
(Fonte: Regione Emilia-Romagna)

Ambito territoriale

01/01/2015

01/01/2016

differenze assolute

differenze percentuali

Provincia di Piacenza

288.620

287.516

-1.104

-0,38

Provincia di Parma

445.451

446.987

1.536

0,34

Provincia di Reggio Emilia

534.086

533.827

-259

-0,05

Provincia di Modena

703.114

702.481

-633

-0,09

Città Metropolitana di Bologna

1.005.132

1.006.808

1.676

0,17

Provincia di Ferrara

354.673

352.006

-2.667

-0,75

Provincia di Ravenna

393.154

392.526

-628

-0,16

Provincia di Forlì-Cesena

396.696

395.344

-1.352

-0,34

Provincia di Rimini

336.189

336.898

709

0,21

Regione Emilia-Romagna

4.457.115

4.454.393

-2.722

-0,06

 

Nelle province di Ferrara e Piacenza calano sia la popolazione con cittadinanza italiana sia quella con cittadinanza straniera.
La Città metropolitana di Bologna è l’unico ambito in cui si ha una variazione positiva consistente nella popolazione residente straniera (circa 1.200 in più).

In linea con la media provinciale in tutte le province si riscontrano variazioni negative per la popolazione con meno di 40 anni e positive per la popolazione adulta e anziana.
La dimensione media delle famiglie varia tra il minimo di 2,07 componenti nella provincia di Bologna mentre supera i 2,3 componenti nelle province di Reggio-Emilia (2,35), Modena (2,33) , Rimini e Forlì-Cesena (2,31 per entrambe).

La rilevazione

I dati sulla popolazione residente all'1.1.2016 nei comuni dell'Emilia-Romagna sono di fonte comunale e vengono raccolti con la collaborazione degli Uffici di statistica delle Province e dell'Area metropolitana di Bologna.
I risultati possono differire da quelli diffusi da Istat per le diverse modalità di acquisizione e trattamento delle informazioni.

 

  1. Considerando solo i movimenti migratori effettivi e non le eventuali rettifiche anagrafiche d’ufficio che hanno comunque un effetto sul conteggio finale degli iscritti in anagrafe. 
  2. Stima basata su dati parziali.
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Pubblicato il 08/06/2016 — ultima modifica 15/07/2016
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