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In Emilia-Romagna nel 2016 calano del 6% i morti sulle strade

I dati provvisori dell'Istat sugli incidenti stradali: in regione 17.404 incidenti, 306 morti e 23.592 feriti

 

17.404 incidenti, 306 morti e 23.592 feriti: questo il bilancio 2016 dell’incidentalità stradale in Emilia-Romagna, che in termini di costi sociali sostenuti dalla collettività è quantificabile in 1.647.451.932 euro.

Il numero degli incidenti e dei feriti, rispetto al 2015, si mantiene pressoché costante (rispettivamente +0,1% e -0,8%), mentre cala del 6% il numero dei decessi, 20 in meno.
Rispetto al 2010, il calo in termini di mortalità si attesta al -24%.
A livello di singola provincia, soprattutto a causa del fatto che i numeri sono più piccoli, la situazione è molto eterogenea. 

Tabella 1. Incidenti, morti e feriti per provincia – 2016 (valori assoluti e variazioni sul 2015)

Valori assoluti

Variazioni 2016-2015 (%)

Incidenti

Morti

Feriti

Incidenti

Morti

Feriti

Bologna

3.898

66

5.379

2,7%

3,1%

0,4%

Ferrara

1.238

39

1.633

0,6%

0,0%

-2,2%

Forlì-Cesena

1.681

34

2.157

7,0%

41,7%

3,0%

Modena

2.818

37

3.925

-2,8%

-14,0%

-1,2%

Parma

1.558

21

2.084

3,9%

-34,4%

4,3%

Piacenza

988

21

1.426

-6,6%

-25,0%

-1,7%

Ravenna

1.654

35

2.251

-5,8%

-7,9%

-6,6%

Reggio nell'Emilia

1.814

34

2.519

-2,6%

-12,8%

-3,2%

Rimini

1.755

19

2.218

2,3%

0,0%

-0,6%

Emilia-Romagna

17.404

306

23.592

0,1%

-6,1%

-0,8%

Il 72% degli incidenti, il 52% dei morti e il 69% dei feriti è stato rilevato dalle Polizie Locali; la Polizia Stradale ha rilevato il 15% degli incidenti, il 22% dei morti e il 17% dei feriti; i Carabinieri, infine, hanno rilevato il 14% degli incidenti, il 26% dei morti e il 14% dei feriti.

Questa suddivisione rispecchia l’ambito di intervento delle diverse Forze dell’Ordine e ricalca sostanzialmente la distribuzione degli incidenti sulle varie tipologie di strada: il 72% degli incidenti, infatti, avviene in ambito urbano, ambito tipicamente di competenza delle Polizie Locali. In termini di mortalità, invece, è l’ambito extraurbano a registrare la quota maggiore con il 55% dei decessi.

La maggior pericolosità degli incidenti in ambito extraurbano è meglio evidenziata se si analizza più in dettaglio la tipologia stradale su cui sono avvenuti (vedi Tabella 2). La strada urbana, pur essendo la tipologia di strada in cui si sono verificati il maggior numero di incidenti (62%), è la meno pericolosa con un morto ogni cento incidenti e centoventisei feriti ogni cento incidenti.
L’autostrada, al contrario, risulta la tipologia di strada più pericolosa con un rapporto di mortalità quasi quadruplo rispetto a quello della strada urbana e comunque doppio rispetto al rapporto di mortalità calcolato sul totale.
Decisamente superiori alla media anche le altre tipologie di strada extraurbana. 

Tabella 2. Incidenti, morti, feriti, rapporti di mortalità, lesività e pericolosità per tipologia di strada – 2016

Incidenti

Morti

Feriti

RM

RL

RP

Urbana

Strada urbana

10.881

104

13.681

1,0%

126%

0,8%

Provinciale entro l'abitato

1.295

28

1.822

2,2%

141%

1,5%

Statale entro l'abitato

452

5

621

1,1%

137%

0,8%

Extraurbana

Comunale extraurbana

832

29

1.196

3,5%

144%

2,4%

Provinciale

2.060

76

3.059

3,7%

148%

2,4%

Statale

862

26

1.328

3,0%

154%

1,9%

Autostrada

982

38

1.834

3,9%

187%

2,0%

Altra strada

40

0

51

0,0%

128%

0,0%

Totale

17.404

306

23.592

1,8%

136%

1,3%

Spostando l’attenzione sulle caratteristiche delle persone coinvolte nell’incidente e, in particolare, sulle persone decedute, viene in primo luogo ribadito il maggior coinvolgimento degli uomini, che rappresentano l’80% delle vittime. 

La classe di età più colpita, invece, è quella delle persone con 65 anni e più che, da soli, rappresentano il 37% delle vittime. La fascia 40-64 è la seconda più colpita con 100 decessi (33%). Segue poi la classe di età 18-39 con il 25% delle vittime e una riduzione del 10% rispetto ai valori del 2015. Gli under 18 rappresentano poco meno del 4% dei soggetti deceduti.
Un ulteriore importante punto di vista è quello della modalità di spostamento di cui stavano fruendo le persone decedute in incidente: il 42% viaggiava a bordo di un’autovettura, il 16% a bordo di un motociclo, il 14% a bordo di una bicicletta e il 18% si muoveva a piedi. Aumenta, sia in valore assoluto sia in termini percentuali, il peso degli utenti deboli deceduti che passano complessivamente dagli 88 del 2015 (27% sul totale dei deceduti) ai 97 del 2016 (32%).

Note

Dati provvisori

I dati 2016 sono provvisori in attesa della validazione finale da parte di Istat e sono diffusi dall’Ufficio statistico della Regione in base all’art. 11 (Utilizzo e diffusione) del “Protocollo di intesa tra Istat, Ministero dell’Interno, Ministero della Difesa, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Unione delle Province d’Italia, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, per il coordinamento delle attività inerenti la rilevazione statistica sull’incidentalità stradale” cui la Regione, con la partecipazione delle Province, ha aderito.

Costo sociale

Il costo sociale degli incidenti stradali è calcolato sulla base della formula definita dal Ministero Infrastrutture e Trasporti – D.D. 189 del 24/09/2012.

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Pubblicato il 18/07/2017 — ultima modifica 20/07/2017
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