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Statistiche sulle risorse idriche, Emilia-Romagna a confronto.

Dati Istat.

Acque costiere marine

In Emilia-Romagna, nel 2015, quasi il 62% delle della linea litoranea è balneabile, valore buono, la media nazionale è pari al 67%.  La balneabilità delle coste è un chiaro indicatore di benessere ambientale acquatico-marino. In Emilia-Romagna, l’86,5% delle acque balneabili, hanno qualità eccellente, il giudizio qualitativo più alto secondo le valutazioni del Ministero della Salute. In Puglia troviamo la concentrazione maggiore di acque balneabili eccellenti, seguono Veneto e Liguria, mentre in Abruzzo le acque balneabili eccellenti sono appena il 60%. La media italiana è pari al 92%. Durante la stagione balneare 2015, 50 acque balneabili di qualità eccellente, su 93, in Emilia-Romagna, non mai state interdette alla balneazione, 26 acque balneabili sono state chiuse per una quota di giorni inferiore al 49%. Alcune regioni italiane hanno alcune aree di balneazione, anche se in numero limitato, che, nella stagione 2015, sono rimaste sempre chiuse.

I consumi di acqua potabile

Soltanto il 3,4% delle famiglie in Emilia-Romagna, nel 2016, lamenta irregolarità nella erogazione di acqua, un valore marginale, mentre ancora si riscontrano valori molto elevati lungo il radiante nord-sud, fino a toccare il 37,5% in Calabria. Il 25% delle famiglie emiliano-romagnole dichiara, nel 2016, di non fidarsi a bere acqua dal rubinetto, quota che si mantiene al di sotto della media nazionale (30%). Anche in questo caso, sfavorite sono le regioni meridionali, con alte percentuali in Sicilia (quasi il 60%) e in Sardegna (oltre il 60%).

Nel 2015 ogni cittadino residente in un comune capoluogo di provincia ha consumato in media 245 litri di acqua per uso potabile al giorno, in calo rispetto al 2012, quando la media era pari a 268 litri pro capite. Per garantire i livelli di consumo, in realtà, il volume immesso in rete è molto più elevato rispetto al reale consumo, ciò è dovuto al fatto che persistono dispersioni di acqua nei percorsi di distribuzione degli acquedotti verso gli utenti finali.

Tra i capoluoghi di regione italiani vi è forte variabilità, a Bologna, le perdite idriche sono piuttosto contenute e rappresentano il 27,9% rispetto al volume totale di acqua erogata. Percentuali molto superiori si verificano nelle città delle regioni meridionali (anche superiori al 65%).

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, l’Istat fornisce un rapporto specifico con le principali statistiche sulle risorse idriche.

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Pubblicato il 13/04/2017 — ultima modifica 13/04/2017
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