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Cittadini extra UE: più ricongiungimenti familiari e permessi umanitari

Dati relativi all'Emilia-Romagna all'1.1.2017. Fonte Istat-Ministero dell'Interno


La presenza

Al 1° gennaio 2017, in base ai dati forniti dal Ministero dell’Interno, sono 427.609 i cittadini non comunitari regolarmente presenti in Emilia-Romagna; rappresentano l’11,5% dei 3.714.137 presenti in Italia.
Rispetto al 2016 a livello nazionale si contano quasi 217 mila permessi di soggiorno in meno e l’Emilia-Romagna non fa eccezione, con circa 34 mila permessi validi in meno.
La diminuzione va ricondotta a diversi fattori, dalla diminuzione dei flussi regolari in ingresso all’aumento delle acquisizioni di cittadinanza alle variazioni procedurali e alle innovazioni nel trattamento dei dati, che permettono di individuare in modo più efficace i permessi non più in corso di validità.
La diminuzione riguarda tanto i permessi di soggiorno con scadenza quanto quelli di lungo periodo; per quest’ultima categoria la diminuzione è concentrata soprattutto sulle comunità di più antico insediamento in Italia, come albanesi o marocchini, che d’altro canto mostrano risultano tra quelle che maggiormente accedono alla cittadinanza italiana.
A fronte di queste dinamiche, l’incidenza di permessi di lunga durata sul totale dei permessi validi è in costante crescita: se nel 2014 in Emilia-Romagna di contavano poco meno di 60 soggiornanti di lungo periodo ogni 100 presenti nel 2017 se ne contano oltre 66, con una punta di oltre 72 su 100 nella provincia di Reggio-Emilia.
La diminuzione del numero di stranieri non comunitari con regolare permesso di soggiorno è omogenea per genere e la composizione risulta piuttosto equilibrata: il 49,9% dei permessi è intestato a una donna.

I nuovi ingressi

Nel corso del 2016 sono stati rilasciati in Italia 226.934 nuovi permessi, il 5% in meno rispetto al 2015; circa il 10% (22.559) è stato rilasciato in Emilia-Romagna.
La flessione osservata a livello nazionale riguarda tutte le motivazioni, tranne i flussi per motivi di asilo e umanitari, che sono cresciuti di oltre 10.000 unità rispetto al 2015.
In Emilia-Romagna, nel complesso, il numero di nuovi ingressi non è diminuito (22.559 a fronte dei 20.219 del 2015), ma si osserva comunque una variazione della composizione per motivo del rilascio del permesso.
La diminuzione dei nuovi ingressi per lavoro (-332), studio (-832) e residenza elettiva (-541) è stata più che compensata dall’aumento dei permessi rilasciati per motivi familiari (+ 2.350) e per motivi di asilo e protezione umanitaria (+1.695).
L’aumento dei permessi di soggiorno rilasciati a richiedenti asilo o protezione umanitaria ha caratterizzato gli ultimi anni sostanzialmente in tutto il territorio nazionale; in Emilia-Romagna ad esempio si è passati da meno di mille (935) nuovi permessi rilasciati nel corso del 2013 agli oltre 6 mila del 2016 (6.487). Si tratta di flussi con caratteristiche peculiari rispetto alle altre migrazioni, ad esempio, sono particolarmente sbilanciati dal punto di vista di genere: sugli oltre 6mila permessi rilasciati in regione nel corso del 2016 per motivi umanitari quelli intestati a donne sono stati 995.
La provincia di Bologna con 1.813 nuovi permessi concessi per motivi umanitari è la quinta provincia in Italia per presenza preceduta da Milano, Catania, Napoli e Roma.

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Pubblicato il 11/10/2017 — ultima modifica 11/10/2017
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