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Mercato del lavoro. Primo trimestre 2018

Dati Istat, Inps, Siler

Fonte: elaborazioni della Regione Emilia-Romagna su dati Istat

Occupati e disoccupati

Nel primo trimestre del 2018, il mercato del lavoro in Emilia-Romagna, rispetto allo stesso periodo del 2017, mostra segnali contraddittori. Gli occupati sono diminuiti di -6.000 unità come pure sono diminuiti i disoccupati, -12.000 (a causa degli arrotondamenti le variazioni dei valori parziali possono non coincidere con le variazioni del totale).
Questi sono i risultati essenziali che emergono dall'indagine Istat sul mercato del lavoro pubblicati il 12 giugno 2018.

Fonte: elaborazioni della Regione Emilia-Romagna su dati Istat

Il tasso di disoccupazione dell’Emilia-Romagna si attesta al 6,5%, il tasso di occupazione al 68,4%. A livello nazionale, il tasso di disoccupazione è 11,6%, il tasso di occupazione è 57,6%.

Uomini e donne

In conseguenza di questa dinamica nel primo trimestre del 2018, in Emilia-Romagna, risultano occupate 1.967.000 persone di cui 1.078.000 maschi e 889.000 femmine (45,2%).
Il tasso di occupazione aumenta di +0,1 punti rispetto allo stesso periodo del 2017.
Per i maschi il tasso è al 74,5%, in aumento di +0,7 punti, mentre per le femmine si attesta al 62,3%, in diminuzione di -0,5 punti percentuali rispetto ad un anno fa.
La contrazione occupazionale di -6.000 unità è da imputare quasi esclusivamente alla componente femminile, -11.000, mentre quella maschile cresce di +5.000 unità.
Le persone in cerca di occupazione sono 136.000, di cui 79.000 femmine (58,1%) e 58.000 maschi. Il tasso di disoccupazione, al 6,5%, è in diminuzione di -0,5 punti percentuali rispetto al primo trimestre 2017.
Per i maschi il tasso di disoccupazione è 5,1%, in diminuzione di -0,9 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell'anno prima, mentre per le femmine raggiunge l’8,1%, sostanzialmente stabile. La diminuzione delle persone in cerca di occupazione è da imputare principalmente alla componente maschile, -10.000, mentre quella femminile registra solo una leggera contrazione, -1.000 unità.

Dipendenti e indipendenti

Il saldo occupazionale negativo è da imputare ai soli lavoratori indipendenti, -14.000, mentre i dipendenti aumentano di +8.000. Fra i primi i maschi diminuiscono di -10.000 rispetto alla contrazione femminile di -5.000, mentre fra i dipendenti all’aumento maschile di +15.000 si contrappone la diminuzione della componente femminile di -6.000.

Settori produttivi

L’analisi settoriale evidenzia che Commercio, alberghi e ristoranti presentano un saldo positivo di +20.000 unità, di cui +9.000 femmine e +11.000 maschi, viceversa le Altre attività dei servizi diminuiscono di -33.000, da imputare maggiormente alla componente maschile, -18.000, che femminile, -15.000. Anche le Costruzioni presentano un saldo negativo, -10.000, quasi totalmente maschile, -8.000, mentre nell’Industria in senso stretto si osserva una crescita di +28.000 lavoratori da imputare quasi esclusivamente agli uomini, +27.000. Pure l’Agricoltura registra una contrazione, -11.000, quasi equamente ripartita tra maschi, -7.000, e femmine, -5.000.

Fonte: elaborazioni della Regione Emilia-Romagna su dati Istat

Ammortizzatori sociali

Il ricorso agli ammortizzatori sociali, rilevato dall'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (dati estratti il 30 maggio 2018) nel 2018 rispetto al 2017, è caratterizzato dalla diminuzione di tutte e tre le tipologie di intervento. La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria si contrae di -1.049.350 ore, arrivando a 1.764.999, la Straordinaria presenta un saldo negativo di -2.952.572 portandosi a 2.602.283 ore mentre la Deroga diminuisce di -979.939 portandosi a 119.622. Non è superfluo ricordare che le ore autorizzate risentono sia delle procedure amministrative di approvazione delle concessioni sia delle disponibilità di rifinanziamento.

 Comunicazioni obbligatorie

Le comunicazioni di assunzione, rilevate dal Sistema Informativo Lavoro della Regione Emilia-Romagna (dati estratti il 30 maggio 2018) pervenute ai Centri per l’Impiego della Regione, di loro competenza e relative ad unità produttive che insistono sul territorio regionale, mostrano un aumento di +39.133 unità, saldo da imputare maggiormente alla componente maschile, +21.790, piuttosto che a quella femminile, +17.343. In termini assoluti il numero complessivo di comunicazioni femminili è 140.955 mentre quelle maschili assommano a 158.081.

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Pubblicato il 18/06/2018 — ultima modifica 18/06/2018
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