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Nel 2017 la popolazione dell'Emilia-Romagna continua a crescere

4.294 residenti in più (+0,1%)


L’Ufficio di Statistica diffonde i dati sulla popolazione residente al 1.1.2018 della rilevazione regionale svolta in stretta collaborazione con gli uffici statistici provinciali e della Città Metropolitana: 4.461.612 residenti, 4.294 in più rispetto al 2017.

La popolazione residente

All'1.1.2018 risultano iscritte nelle anagrafi comunali dell’Emilia-Romagna 4.461.612 persone, 4.294 in più rispetto ai 4.457.318 residenti all’1.1.2017.
La popolazione residente fa registrare una variazione positiva, mentre, a livello nazionale, l’Istat stima per il terzo anno consecutivo una diminuzione dei residenti.
Mediamente oltre la metà della popolazione (51,4 %) è di sesso femminile, quota che cresce all’aumentare delle età, raggiungendo il suo massimo nella popolazione anziana: sopra gli 80 anni arriva al 62,7%.
La variazione osservata tra 2018 e 2017, +0,1% , si realizza per compensazione tra incrementi positivi e negativi sulle diverse fasce di età e riflette il passaggio tra di esse di generazioni di consistenza molto diversa, nate in un periodo di forte diminuzione della natalità.

Popolazione residente per classi di età. Emilia-Romagna. Variazioni assolute tra 1° gennaio 2017 e 1° gennaio 2018

grafico pop corretto

Fonte: Regione Emilia-Romagna


Nel corso del 2017 escono dal contingente dei 30-44-enni poco più di 74 mila persone (nati nel 1972) mentre entrano, perché compiono 30 anni, appena 45 mila residenti appartenenti alla generazione dei nati nel 1987: la fotografia a due istanti successivi, 1.1.2017 e 1.1.2018, rileva quindi una diminuzione del contingente complessivo.
Come evidenziato dal grafico, le classi centrali delle età lavorative (30-44 anni) sono quelle che risultano in maggiore sofferenza, confermando nel 2017 il trend di diminuzione ormai in corso da qualche anno.
In questo segmento di popolazione l’effetto strutturale è particolarmente forte: vi si concentrano attualmente le generazioni più esigue mai nate nella storia demografica della regione, con riflessi anche su altre variabili demografiche.
Ad esempio, un riflesso negativo sulla natalità, poiché diminuiscono le potenziali madri proprio nelle età di più elevata espressione dei comportamenti fecondi: in Emilia-Romagna l’età media al parto è stimata in 31,7 anni e tra i 30 e i 35 anni si osservano i tassi di fecondità più elevati dell’intero periodo fecondo (15-49 anni).
Se sui giovani adulti pesa la diminuzione della natalità degli anni settanta e ottanta, la variazione negativa osservata per il contingente dei bambini nella fascia 0-14 anni riflette la diminuzione più recente: in corso dal 2009: le stime confermano anche per il 2017 una diminuzione dei nati da residenti in Emilia-Romagna. L’effetto è testimoniato dal fatto che la diminuzione è concentrata nella classe 0-9 anni dove si contano quasi 8 mila unità in meno.
I giovani nella fascia di età 15-29 anni sono ancora in aumento e beneficiano sia dell’essere nati in periodi di natalità in aumento, sia dell’immigrazione, dall’Estero quanto dal resto d’Italia.
L’aumento osservato per la popolazione complessiva è da attribuire completamente alla popolazione dai 45 anni in su, in particolare alla classe 45-59 anni dove la variazione osservata supera le 13 mila unità.

La popolazione residente straniera

L’incremento dei residenti si realizza soprattutto grazie all’aumento di cittadini stranieri. Al primo gennaio 2018 nelle anagrafi dei comuni della regione risultano infatti iscritti 538.677 stranieri, 7.649 unità in più rispetto al 2017.
La popolazione straniera fa registrare una variazione positiva, nonostante la diminuzione operata nel suo contingente dalle acquisizioni di cittadinanza italiana. La stima è di oltre 17 mila naturalizzazioni di stranieri residenti in Emilia-Romagna.
Le acquisizioni della cittadinanza italiana riguardano principalmente giovani adulti con figli, molto spesso nati in Italia.
I residenti stranieri, pur evidenziando dei tratti comuni rispetto alla struttura per età, marcatamente più giovane rispetto a quella degli italiani, presentano un elevato grado di eterogeneità rispetto alle variabili demografiche.
Provengono da oltre 170 paesi diversi sebbene il 69,2% degli stranieri appartenga ad una delle prime dieci comunità più numerose.
Circa la metà dei residenti stranieri è cittadino di un paese europeo: 23,1% di uno stato membro dell’Ue28 e 26,9% di paesi europei extra-Ue.
Alcune cittadinanze presentano una marcata differenza di genere: ad esempio, l’80% dei cittadini ucraini residenti in regione è di sesso femminile come il 67% dei cittadini moldavi, mentre ciò è vero solo per il 36% degli stranieri provenienti dal Pakistan e per il 41% dei tunisini.
A fronte di una variazione positiva per l’insieme della popolazione straniera, la dinamica per cittadinanza mostra importanti differenze. La variazione è negativa per i residenti di alcune cittadinanze, ad esempio marocchina e albanese, poiché il gran numero di acquisizioni di cittadinanza annulla la potenziale crescita operata da natalità e flussi in ingresso; in altri casi invece la consistenza continua a crescere (ad esempio per i cittadini pakistani e rumeni) nonostante le acquisizioni di cittadinanza.
La quota di stranieri sul complesso si mantiene attorno al 12% ma tale valore viene superato in tutte le età sotto i 50 anni. Le presenze più elevate si osservano tra i giovani, 25,6% nella fascia 30-34 anni e 23% tra i 25-29enni, e tra i bambini in età prescolare (22%).
L’analisi per luogo di nascita restituisce un’immagine completamente diversa e rileva la crescente presenza di stranieri di seconda generazione. Il 97% dei bambini stranieri tra 0 e 2 anni residenti in Emilia-Romagna è nato in Italia. Sono nati in territorio italiano anche l’89% dei bambini stranieri tra 3 e 5 anni, il 79% di quelli tra 6 e 10 anni e il 58% dei ragazzi tra 11 e 13 anni.

Le famiglie

Nelle anagrafi dei comuni dell’Emilia-Romagna risultano attivi circa 2 milioni di fogli di famiglia che identificano altrettante famiglie anagrafiche.
Le famiglie in cui è presente almeno un componente straniero sono oltre 256 mila, mentre quelle in cui tutti i componenti sono di cittadinanza italiana ma vi è almeno un componente nato all’estero sono il 5,2% del totale delle famiglie di italiani (circa 90.400 famiglie).
La dimensione media familiare è di 2,2 componenti come conseguenza di una distribuzione per dimensione che vede il 65,6% delle famiglie costituite da uno o due componenti e solo il 4,6% con 5 o più componenti.
Le famiglie in cui è presente almeno un componente straniero risultano mediamente più numerose: la quota di quelle formate da 5 o più componenti aumenta fino a rappresentare circa il 15% dei casi.
Come nella popolazione, anche nelle famiglie è più probabile trovare almeno un individuo di 65 anni o più piuttosto che un minore. Nel 38,1% delle famiglie è presente almeno un componente che ha superato i 65 anni mentre solo nel 22,9% dei casi è presente almeno un minorenne.
La presenza di componenti anziani rispecchia il grado di invecchiamento della popolazione che è maggiore nelle zone appenniniche e nei comuni del ferrarese. In queste zone quota di famiglie con almeno un componente che ha già compiuto i 65 anni sfiora il 50% e in molti comuni questa condizione riguarda i due terzi delle famiglie.

La dinamica territoriale

La leggera crescita di popolazione rilevata a livello regionale non è affatto omogenea sul territorio.
Ad esempio, a fronte di oltre 4mila residenti in più, nella provincia di Ferrara la popolazione diminuisce di oltre 1.600 unità. Al contrario, aumentano di oltre mille unità i residenti nella provincia di Parma e di circa 2.700 quelli in provincia di Bologna.
Classificando i comuni in base alla classe di ampiezza demografica all’1.1.2017 emerge che nel corso dell’anno a perdere popolazione sono soprattutto i comuni di piccole dimensioni.
Per tutte le province, nei comuni che hanno fino a 5.000 abitanti c’è stata una diminuzione complessiva dei residenti. Perdono popolazione molti comuni nella fascia tra 5.001 e 10.000 residenti tranne che nella provincia di Rimini dove si registra un leggero aumento e nelle province di Reggio Emilia e Bologna dove la popolazione resta costante.

È in tendenziale aumento invece la popolazione residente nei comuni con più di 10 mila abitanti ed in particolare in quelli con più di 50mila residenti. Gli incrementi della popolazione sono in buona parte dovuti all’aumento della popolazione straniera.

Popolazione residente per classe di ampiezza demografica del comune di residenza. Emilia-Romagna. 1.1.2017 e 1.1.2018. Valori assoluti, variazioni assolute e percentuali.

 

Classe di ampiezza demografica 1.1.2017

Residenti 1.1.2017

 Residenti 1.1.2018

Variazione assoluta

Variazione percentuale

Fino a 2.000 

53.357

52.790

-567

-1,06

2.001 - 3.000 

88.367

87.901

-466

-0,53

3.001 - 5.000 

223.282

222.336

-946

-0,42

5.001 - 10.000 

674.040

674.007

-33

0

10.001 - 20.000

910.499

911.766

1.267

0,14

20.001 - 50.000

608.907

609.722

815

0,13

Oltre 50.000 

1.898.866

1.903.090

4.224

0,22

Totale complessivo

4.457.318

4.461.612

4.294

0,1

 Fonte: Regione Emilia-Romagna 

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Pubblicato il 08/06/2018 — ultima modifica 02/07/2018
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