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Giovani (15-34 anni) e mercato del lavoro in Emilia-Romagna

Fonte Istat. Secondo trimestre 2016

Nel secondo trimestre 2016 i giovani (15-34 anni) hanno il tasso di occupazione, 51,7%,di diciassette punti percentuali più basso del valore medio regionale, quello maschile 57,4% mentre quello femminile 45,9%.
Parallelamente il tasso di disoccupazione, 12,5%, è quasi il doppio del valore regionale, con i maschi al 10,6% e le femmine al 14,7%.

L’occupazione

Sono occupati 433mila 15-34enni, di cui quasi 190mila donne, 43,8%, ed oltre 243mila uomini. L’82,2% sono lavoratori dipendenti, il 77,7% lavorano a tempo pieno, e fra i dipendenti il 61,2% sono a tempo indeterminato. Le 15-34enni risultano più istruite dei maschi, il 46,4% ha un diploma di 4-5 anni rispetto il 41,1% dei maschi ed il 31,6% ha una laurea, dieci punti in più dei maschi, 21,9%.

Con la rilevazione continua delle forze di lavoro del secondo trimestre 2016, accanto alle consuete informazioni sul rapporto di lavoro, è possibile analizzare alcune ulteriori caratteristiche dei giovani occupati soprattutto con riferimento al momento immediatamente precedente e successivo all’entrata nel mondo del lavoro.

Esperienza lavorativa retribuita durante gli studi 

Il 31,9% degli occupati ha avuto esperienze di lavoro retribuito durante il corso di studio per conseguire il titolo, percentuale che sale al 35,3% per le occupate ma che si contrae al 29,2% per gli occupati. Sempre durante il corso di studio per conseguire il titolo, il 36,1% ha avuto esperienze di lavoro non retribuito ed ancora la percentuale femminile è più alta di quella maschile, 39,8% rispetto 33,2%.

Obbligatorietà dell’esperienza lavorativa durante gli studi

Una o più d’una esperienza lavorativa era parte del corso di studio nel 31,9% dei casi dove ancora i maschi, 29%, sono sei punti percentuali più bassi delle femmine, 35,6%. L’esperienza lavorativa era obbligatoria fra il 22,8% del complesso degli occupati, percentuale che sale al 25,5% fra le femmine e si abbassa al 20,7% fra i maschi. Era facoltativa per il 5,5%, di cui 5% per i lavoratori e 6,2% per le lavoratrici. Parte obbligatoria e parte facoltativa nel 3,6%, con le femmine al 4% ed i maschi al 3,3%.

Durata dell’esperienza lavorativa durante gli studi

Il tempo trascorso sul luogo di lavoro durante l’esperienza lavorativa è stata meno di sei mesi nel 21,1% dei casi di cui 23% per le femmine e 19,6% per i maschi, percentuali che si abbassano al 5,2% per una durata di almeno sei mesi, con le lavoratrici al 6,4% ed i lavoratori al 4,2%. L’esperienza di lavoro parte integrante del corso di studio, rispetto al complesso dei lavoratori, era retribuita nello 0,9% dei casi, 1,2% per le femmine e 0,6% per i maschi, mentre non era retribuita nel 12,2%, ovvero 3,6% per gli uomini e 5,2% per le donne.

Prosecuzione dell’istruzione

Dopo aver raggiunto il più alto titolo di studio il 79,6% non ha iniziato alcuna ulteriore istruzione formale, con una percentuale femminile leggermente più alta di quella maschile, 80,7% rispetto 78,6%. Tuttavia un 4,4% ha iniziato e completato un ulteriore percorso di studi, senza particolari differenze di genere. Mentre fra il 12,8% che non l’ha completato, 14,7% per gli uomini e 10,4% per le donne, affermano che ciò è dovuto a difficoltà/mancato interesse nel 6% dei motivi, 7,3% per i maschi e 4,4% per le femmine ovvero per ragioni familiari, 5,1%, di cui 6,4% per i primi e 3,5% per le seconde. Le ragioni familiari sono la causa principale, 32,6%, per non continuare gli studi, 34,6% fra i maschi e 30,1% fra le femmine, seguite distanziate dall’aver raggiunto un’istruzione sufficiente, 7,5%, 9,3% per i primi e 5,3% per le seconde. Con il 6,9%, al terzo posto, c’è la difficoltà/mancato interesse negli studi, con la percentuale femminile più bassa di quella maschile, 6,6% contro 7,1%.

Adeguatezza del titolo di studio al lavoro svolto

Per il lavoro svolto il titolo di studio è molto adeguato per il 24,7%, senza distinzioni di genere, abbastanza per il 51,9%, più per i maschi, 55,2% che per le femmine, 47,8%, poco o per niente nel 21,2% dei casi, 18,1% per i primi e 25,1% per le seconde. Per il 42,3% è necessario proprio il livello di istruzione posseduto, 43% per i maschi e 41,3% per le femmine, mentre il 28,8% dichiara che sarebbe sufficiente un livello di istruzione più basso, con la percentuale femminile dieci punti più alta di quella maschile, 34,6% rispetto 24,3%, solo un 4,3% afferma la necessità ad avere un più alto livello di istruzione, 3,8% fra gli uomini e 4,8% per le donne.

Aiuto ricevuti e disponibilità allo spostamento

Il supporto gratuito da Centri Pubblici per l’Impiego o delle Agenzie per il lavoro negli ultimi dodici mesi ha interessato il 5% dei giovani occupati, in particolar modo per offerte di lavoro, 1,8%, e tirocinio, lavoro, servizio civile, 1,3%.
Solo l’1,2% sarebbe disponibile a trasferirsi per lavoro all’interno del paese e l’1,7% con un tempo di spostamento maggiore di un’ora, in particolar modo uomini, 2,6%.

 

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Pubblicato il 22/03/2018 — ultima modifica 22/03/2018
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