Istat Working Papers n. 1/2012
La statistica quale bene pubblico: il diritto dei cittadini ad accrescere la propria conoscenza
La funzione statistica riveste un ruolo essenziale nelle società democratiche in quanto le attività di rilevazione, elaborazione, analisi e diffusione dei dati (cfr. art. 1 del d.lgs. n. 322/89) mettono a disposizione delle autorità pubbliche, degli operatori economici e dei cittadini informazioni necessarie a supportare scelte fondamentali in campo sociale, politico ed economico.
Le riforme intervenute negli ultimi anni (codice delle statistiche nazionali ed europee) hanno assicurato una buona indipendenza funzionale e professionale agli istituti nazionali di statistica, tuttavia manca una legislazione che tuteli l’indipendenza organizzativa degli ISN dal circuito dell’indirizzo politico. Tale indipendenza è evidentemente alla base della tutela di statistiche di qualità, un bene fondato sul diritto dei soggetti sociali (cittadini, imprese ecc.) ad accrescere il proprio patrimonio informativo al fine di assumere decisioni consapevoli.
L'Istituto nazionale di statistica ha pubblicato recentemente un approfondimento scientifico (Istat Working Papers N° 1/2012) che analizza lo stato organizzativo della statistica pubblica a livello nazionale ed europeo.
Con il recente decreto n. 166/2010 di riordino dell'Istituto nazionale di statistica, è stato ridefinito il ruolo dell'Istat, come regolatore della raccolta e gestione dell'informazione da parte della pubbica amministrazione. Finora la garanzia della qualità dei dati proviene dall'autonomia funzionale e professionale riconosciuta all'Istituto. Tuttavia manca ancora una legge che ne riconosca l'indipendenza istituzionale e cioè uno status che lo renda prossimo ad altre autorità indipendenti, quali, ad esempio, la Banca d'Italia che gestisce un rapporto diretto con il Parlamento e assicura informazione statistica d qualità.
