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Forze di lavoro. Terzo trimestre 2017

Dati Istat, cassa integrazione, comunicazioni obbligatorie

Fonte: elaborazioni della Regione Emilia-Romagna su dati Istat


Nel terzo trimestre del 2017, il mercato del lavoro in Emilia-Romagna, rispetto allo stesso periodo del 2016, mostra segnali di peggioramento.
Gli occupati sono diminuiti di -5.000 unità e si rilevano +5.000 disoccupati in più (a causa degli arrotondamenti le variazioni dei valori parziali possono non coincidere con le variazioni del totale).
Questi sono i risultati essenziali che emergono dall'indagine Istat sul mercato del lavoro pubblicati il 7 dicembre 2017.

Fonte: elaborazioni della Regione Emilia-Romagna su dati Istat


Il tasso di disoccupazione dell’Emilia-Romagna si attesta al 6,3%, il tasso di occupazione al 68,7%. A livello nazionale, il tasso di disoccupazione è 10,6%, il tasso di occupazione è 58,4%.
In conseguenza di questa dinamica nel terzo trimestre del 2017, in Emilia-Romagna, risultano occupate 1.969.000 persone di cui 1.086.000 maschi e 882.000 femmine (44,8%).
Il tasso di occupazione diminuisce di -0,2 punti rispetto allo stesso periodo del 2016.

Maschi e femmine


Per i maschi il tasso è al 75,6%, in contrazione di -0,2 punti, mentre per le femmine si attesta al 61,9%, in diminuzione di -0,1 punti percentuali rispetto ad un anno fa.
La contrazione occupazionale di -5.000 unità è da imputare solo alla componente femminile, -6.000, mentre quella maschile cresce di +1.000.
Le persone in cerca di occupazione sono 133.000, di cui 75.000 femmine (56,4%) e 58.000 maschi. Il tasso di disoccupazione, al 6,3%, è in aumento di +0,3 punti percentuali rispetto al terzo trimestre 2016.
Per i maschi il tasso di disoccupazione è 5,1%, in crescita di +0,4 punti rispetto allo stesso trimestre dell'anno prima, mentre per le femmine raggiunge il 7,9%, in aumento di +0,2 punti percentuali. L’aumento delle persone in cerca di occupazione è da imputare principalmente alla componente maschile, +4.000 mentre quella femminile registra una crescita di +1.000 unità.

Dipendenti e indipendenti

Il saldo occupazionale negativo è da ascrivere ai soli lavoratori indipendenti, -48.000, mentre i dipendenti aumentano di +43.000. Fra i primi i maschi diminuiscono di -6.000 rispetto alla contrazione femminile di -43.000, mentre fra i dipendenti all’aumento maschile di +6.000 si affianca la crescita della componente femminile di +37.000.

Settori economici

Fonte: elaborazione della Regione Emilia-Romagna su dati Istat

L’analisi settoriale evidenzia che Commercio, alberghi e ristoranti presentano un saldo positivo di +24.000 unità, quasi completamente maschile, +22.000, viceversa le Altre attività dei servizi diminuiscono di -29.000, più alta per i maschi, -18.000, che per le femmine, -12.000. Le Costruzioni presentano un saldo positivo, +7.000, equamente ripartito fra i generi, mentre nell’Industria in senso stretto si osserva una contrazione di -12.000 lavoratori da imputare esclusivamente agli uomini, -13.000 mentre le donne presentano un saldo positivo, +2.000. Viceversa l’Agricoltura registra un saldo positivo di +5.000 tutto da imputare alla componente maschile.

Fonte: elaborazione della Regione Emilia-Romagna su dati Istat

Ammortizzatori sociali

Il ricorso agli ammortizzatori sociali, rilevato dall'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (dati estratti il 29 novembre 2017) nel 2017 rispetto al 2016, è caratterizzato dalla diminuzione di tutte e tre le tipologie di intervento. La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria si contrae di -1.506.525 ore, arrivando a 1.278.651, la Straordinaria presenta un saldo negativo di -2.627.572 portandosi a 4.128.328 ore mentre la Deroga diminuisce di -1.080.389 portandosi a 237.997. Non è superfluo ricordare che le ore autorizzate risentono sia delle procedure amministrative di approvazione delle concessioni sia delle disponibilità di rifinanziamento.

Comunicazioni di assunzione

Le comunicazioni di assunzione, rilevate dal Sistema Informativo Lavoro della Regione Emilia-Romagna (dati estratti il 29 novembre 2017) pervenute ai Centri per l’Impiego della Regione, di loro competenza e relative ad unità produttive che insistono sul territorio regionale, mostrano un aumento di +55.873 unità, saldo da imputare maggiormente alla componente maschile, +30.982, piuttosto che a quella femminile, +24.891. In termini assoluti il numero complessivo di comunicazioni femminili è 135.139 mentre quelle maschili assommano a 149.847.

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Pubblicato il 11/12/2017 — ultima modifica 11/12/2017
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