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Secondo trimestre 2017. Migliora ancora il mercato del lavoro regionale

Grazie soprattutto al commercio e al settore alberghiero

Popolazione per condizione professionale (migliaia). Emilia-Romagna. 2° trim. 2017

Fonte: Istat

Nel secondo trimestre del 2017, il mercato del lavoro in Emilia-Romagna, rispetto allo stesso periodo del 2016, continua a mostrare segnali di miglioramento.
Gli occupati sono aumentati di +8.000 unità e si rilevano -18.000 disoccupati in meno (a causa degli arrotondamenti le variazioni dei valori parziali possono non coincidere con le variazioni del totale).
Questi sono i risultati essenziali che emergono dall'indagine Istat sul mercato del lavoro pubblicati il 12 settembre 2017.
Il tasso di disoccupazione dell’Emilia-Romagna si attesta al 6%, il tasso di occupazione al 69,1%. A livello nazionale, il tasso di disoccupazione è 10,9%, il tasso di occupazione è 58,1%.

 

In conseguenza di questa dinamica nel secondo trimestre del 2017, in Emilia-Romagna, risultano occupate 1.987.000 persone di cui 1.093.000 maschi e 894.000 femmine (45%).
Il tasso di occupazione cresce di +0,3 punti rispetto allo stesso periodo del 2016.

Maschi e femmine

Per i maschi il tasso è al 75,6%, in aumento di +0,7 punti, mentre per le femmine si attesta al 62,5%, in diminuzione di -0,1 punti percentuali rispetto ad un anno fa.
L' aumento occupazionale di +8.000 unità è da imputare solo alla componente maschile, +9.000, mentre quella femminile si contrae di -2.000.
Le persone in cerca di occupazione sono 126.000, di cui 67.000 femmine (53,2%) e 59.000 maschi. Il tasso di disoccupazione, al 6%, è in diminuzione di -0,8 punti percentuali rispetto al primo trimestre 2016.
Per i maschi il tasso di disoccupazione è 5,1%, in calo di -0,6 punti rispetto allo stesso trimestre dell'anno prima, mentre per le femmine raggiunge il 7%, in diminuzione di un punto percentuale. La diminuzione delle persone in cerca di occupazione è da imputare principalmente alla componente femminile, -11.000 mentre quella maschile diminuisce di -7.000 unità.

 

Dipendenti e indipendenti

Il saldo occupazionale positivo è da ascrivere ai soli lavoratori dipendenti, +51.000, mentre gli indipendenti si contraggono di -43.000. Fra i primi i maschi crescono di +33.000 e le femmine di +18.000, mentre fra gli indipendenti alla contrazione maschile di -23.000 si affianca la contrazione della componente femminile di -20.000. 

 Settori produttivi

L’analisi settoriale evidenzia che Commercio, alberghi e ristoranti presentano un saldo positivo di +32.000 unità, quasi completamente maschile, +31.000, viceversa le Altre attività dei servizi diminuiscono di -13.000, quasi equamente distribuita fra maschi, -7.000, e femmine, -6.000. Le Costruzioni presentano un saldo positivo, +4.000, tutto femminile mentre nell’Industria in senso stretto si osserva una contrazione di -19.000 lavoratori da imputare maggiormente agli uomini, -14.000, che alle donne, -5.000. Viceversa l’Agricoltura registra un saldo positivo di +4.000 tutto da imputare alla componente femminile.

Ammortizzatori sociali

Il ricorso agli ammortizzatori sociali, rilevato dall'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (dati estratti l’8 settembre 2017) nel 2017 rispetto al 2016, è caratterizzato dalla diminuzione di tutte e tre le tipologie di intervento. La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria si contrae di -3.860.914 ore, arrivando a 2.455.239, la Straordinaria presenta un saldo negativo di -5.278.205 portandosi a 4.822.342 ore mentre la Deroga diminuisce di -1.281.688 portandosi a 312.667. Non è superfluo ricordare che le ore autorizzate risentono sia delle procedure amministrative di approvazione delle concessioni sia delle disponibilità di rifinanziamento.
Le comunicazioni di assunzione, rilevate dal Sistema Informativo Lavoro della Regione Emilia-Romagna (dati estratti l’8 settembre 2017) pervenute ai Centri per l’Impiego della Regione, di loro competenza e relative ad unità produttive che insistono sul territorio regionale, mostrano un aumento di +73.979 unità, saldo da imputare maggiormente alla componente maschile, +37.464, piuttosto che a quella femminile, +36.515. In termini assoluti il numero complessivo di comunicazioni femminili è 159.496 mentre quelle maschili assommano a 153.559

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Pubblicato il 12/09/2017 — ultima modifica 27/09/2017
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