Reddito e consumi

Stime per piccole aree degli indicatori di povertà, diseguaglianza e deprivazione materiale per i distretti socio-sanitari e le province dell'Emilia-Romagna

Le stime degli indicatori di povertà, diseguaglianza e deprivazione materiale per i distretti socio-sanitari e per le province dell’Emilia-Romagna si ottengono con metodi di stima per piccole aree, sulla base dei dati tratti dalle Indagini su reddito e condizioni di vita (Eu-silc) a partire dall’edizione del 2008, fino all’ultimo anno disponibile. 
Al fine di ottenere un quadro completo della condizione delle famiglie, ci si concentra su tre indicatori di “povertà monetaria”, che utilizzano il reddito come variabile di valutazione delle risorse disponibili all’interno delle famiglie, e su un indicatore che si basa invece sui segnali di deprivazione materiale espressi dalle famiglie.

Nello specifico, i parametri di interesse sono:

  1. il tasso di povertà (o rischio di povertà), che misura la diffusione della povertà monetaria;
  2. il gap mediano, che misura l’intensità della povertà monetaria;
  3. l’ indice di Gini, che misura la concentrazione della distribuzione del reddito;
  4. il tasso di deprivazione materiale severa, che è una misura non monetaria di povertà, basata sulla valutazione di più sintomi di disagio espressi dalle famiglie.

Come domini oggetto di stima sono stati scelti i distretti socio-sanitari e le province, poiché le autorità pubbliche locali necessitano di stime disaggregate territorialmente per delineare azioni politiche in risposta ai bisogni economici, sociali e ambientali della comunità locale ed a favore del benessere sociale del territorio.

Di fatto, però, ad oggi, la statistica ufficiale non rende disponibili in maniera corrente stime disaggregate ad un livello di dettaglio territoriale così fine. Se si utilizzano le procedure di stima tradizionali (i cosiddetti metodi di stima diretta che Istat tipicamente impiega nelle indagini socio-economiche), l’indagine EU-Silc consente di ottenere stime affidabili solo fino a livello regionale. A livello di distretto socio-sanitari e provincia, infatti, il numero delle unità campionarie è troppo esiguo per ottenere stime dirette efficienti.

Per risolvere il problema dell’inefficienza delle stime dirette per distretti e province, si utilizzano metodi di stima cosiddetti “per piccole aree”, sviluppati seguendo un’impostazione “da modello”. Seguendo tali metodi, per contrastare la scarsa numerosità campionaria all’interno dei domini di stima, si suppone che tra i parametri di interesse esista una “relazione strutturale” che permette di migliorare la precisione delle stime in un dominio, utilizzando l’informazione proveniente da tutti gli altri domini e sfruttando l’informazione desunta da opportune variabili ausiliarie, note a livello di popolazione.

Le stime sono il risultato di un progetto di ricerca effettuato in collaborazione con Maria Rosaria Ferrante del Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Bologna ed Enrico Fabrizi del Dipartimento di Scienze economiche e sociali, Università Cattolica del S. Cuore, Piacenza.

Stime per distretto socio-sanitario

Stime per provincia

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