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Reddito e consumi

Stime per piccole aree di parametri di povertà e deprivazione per i distretti socio-sanitari e le province dell'Emilia-Romagna


Le stime di indicatori di povertà e deprivazione materiale per i distretti socio-sanitari e per le province dell’Emilia-Romagna si ottengono con metodi di stima per piccole aree, sulla base dei dati tratti dalle Indagini su reddito e condizioni di vita (Eu-silc) 2008-2013, con riferimento al reddito 2007-2012.
Nello specifico, ci si concentra su tre indicatori di “povertà monetaria”, che utilizzano il reddito come variabile di valutazione delle risorse disponibili all’interno delle famiglie, e su un indicatore che si basa invece sui segnali di deprivazione materiale espressi dalle famiglie.
Tali indicatori, previsti dal Consiglio di Laeken, consentono di ottenere misure comparabili con quelle del resto dell’Ue, e quindi di contestualizzare le regioni del nostro Paese nello scenario europeo.
Nello specifico, i parametri di interesse sono:
1) il tasso di povertà, che misura la diffusione della povertà monetaria ed è basato sulla soglia di povertà nazionale, pari al 60% del reddito disponibile equivalente mediano;
2) il gap mediano, che misura l’intensità della povertà ed è basato sulla soglia di povertà nazionale;
3) l’indice di Gini, che misura i livelli di concentrazione del reddito disponibile equivalente;
4) il tasso di deprivazione materiale, calcolato come la quota di persone che vivono in famiglie che si trovano in uno stato di deprivazione materiale.
Come domini oggetto di stima sono stati scelti i distretti socio-sanitari e le province, poiché le autorità pubbliche locali necessitano di stime disaggregate territorialmente per di delineare azioni politiche in risposta ai bisogni economici, sociali e ambientali della comunità locale ed a favore del benessere sociale del territorio.
Di fatto, però, ad oggi, la statistica ufficiale non rende disponibili in maniera corrente stime disaggregate ad un livello territoriale così fine.
Se si utilizzano le procedure di stima tradizionali (i cosiddetti metodi di stima diretta che Istat tipicamente impiega nelle indagini socio-economiche), l’indagine EU-Silc consente di ottenere stime affidabili solo fino a livello regionale.
A livello di distretto socio-sanitari e provincia, infatti, il numero delle unità campionarie è troppo esiguo per ottenere stime dirette efficienti.
Per risolvere il problema dell’inefficienza delle stime dirette dei parametri, si utilizzano metodi di stima cosiddetti “per piccole aree”, sviluppati seguendo un’impostazione “da modello”. Seguendo tali metodi, per contrastare la scarsa numerosità campionaria all’interno dei domini di stima, si suppone che tra i parametri di interesse esista una “relazione strutturale” che permette di migliorare la precisione delle stime in un dominio, utilizzando l’informazione proveniente da tutti gli altri domini e sfruttando l’informazione desunta da opportune variabili ausiliarie, note a livello di popolazione.
Le stime sono la risultante di un progetto di ricerca effettuata in collaborazione con Maria Rosaria Ferrante e Silvia Pacei del Dipartimento di Statistica “P. Fortunati” dell’Università di Bologna ed Enrico Fabrizi del DISES, Università Cattolica del S. Cuore, Piacenza.

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Pubblicato il 16/10/2017 — ultima modifica 17/10/2017
 
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