Settori produttivi

Archivio statistico delle imprese attive (ASIA)

Archivio statistico ISTAT delle imprese effettivamente operanti. Imprese e unità locali.

L’Archivio Statistico delle Imprese Attive (ASIA), realizzato dall’Istat, nasce nel 1996 in accordo con i regolamenti e le linee guida definite dall’Unione europea.
La necessità di adattare il registro statistico delle imprese ai regolamenti Eurostat, insieme con la necessità di cogliere e rappresentare sul piano territoriale la continua evoluzione della struttura economica del paese, ha portato nel 2004 all’implementazione nel registro delle imprese di un ulteriore livello informativo, le unità locali.

Campo di osservazione

Il registro ASIA è costituito dalle unità economiche che esercitano arti e professioni nelle attività industriali, commerciali e dei servizi alle imprese e alle famiglie e fornisce informazioni identificative (denominazione e indirizzo) e di struttura (attività economica, addetti dipendenti e indipendenti, forma giuridica, data di inizio e fine attività, fatturato) di tali unità.

L’ISTAT considera attive solo le imprese che hanno svolto un’effettiva attività produttiva per almeno sei mesi nell’anno. Il campo di osservazione di ASIA-Unità locali è il medesimo di ASIA-Imprese, e copre tutte le attività industriali, commerciali e dei servizi.

Le informazioni fornite riguardano la localizzazione (a livello comunale), l’attività economica e il numero di addetti delle unità locali dipendenti da imprese attive per almeno sei mesi nell’anno di riferimento.

Costruzione e aggiornamento dei registri

I registri ASIA-Imprese e ASIA-Unità locali  sono aggiornati annualmente dall’ISTAT.

Individuano l’insieme delle imprese e delle unità locali ed i relativi caratteri statistici integrando informazioni desumibili sia da fonti amministrative, gestite da enti pubblici o da società private, sia da fonti statistiche.

Fonti amministrative

Le principali fonti amministrative utilizzate per la realizzazione e l’aggiornamento di ASIA-Imprese sono: •

  • gli archivi gestiti dall’Agenzia delle Entrate per il Ministero dell’Economia e delle Finanze, quali l’Anagrafe Tributaria, le dichiarazioni annuali delle imposte indirette, le dichiarazioni dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), gli Studi di Settore;
  • i Registri delle Imprese delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura e gli archivi collegati dei soci delle Società di Capitale e delle “Persone” con cariche sociali; •
  • gli archivi dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, relativamente alle posizioni contributive dei dipendenti delle imprese e a quelle degli artigiani e commercianti; • l’archivio delle utenze telefoniche gestito dalla Consodata S.P.A Gruppo Seat Pagine Gialle; •
  • l’archivio dei Bilanci consolidati e di esercizio; • l’archivio degli Istituti di credito gestito dalla Banca d’Italia; •
  • l’archivio delle società di assicurazioni gestito dall’Isvap.

A questi si aggiungono, per la costruzione di ASIA-Unità locali, altri archivi amministrativi che forniscono informazioni sugli indirizzi nei quali l’impresa svolge le proprie attività: •

  • il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD) gestito dalle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura; •
  • l’archivio gestito dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL); •
  • l’archivio della Grande Distribuzione gestito dalle società Ac Nielsen.

Fonti statistiche

Le fonti statistiche comprendono le indagini strutturali e congiunturali che l’Istat effettua sulle imprese, in particolare:

  • l’indagine sul sistema dei conti delle imprese con più di 100 addetti,
  • l’indagine campionaria sulle piccole e medie imprese,
  • le indagini sul commercio con l’estero,
  • l’indagine annuale sulla produzione industriale,
  • le indagini congiunturali sulla produzione, sul fatturato e ordinativi delle attività manifatturiere, sul fatturato del commercio e dei servizi, sui prezzi alla produzione, sull’occupazione della grande impresa.

È stata inoltre implementata un’indagine specifica per supportare la realizzazione dell’archivio delle unità locali, l’Indagine sulle Unità Locali delle Grandi Imprese (IULGI). Essa rileva la localizzazione e le principali variabili di struttura (numero di addetti, attività economica principale, tipologia delle unità locali) delle singole unità locali, le stesse rilevate al Censimento. IULGI rappresenta la base su cui poggia l’aggiornamento del registro per le unità locali di imprese di grande dimensione (che rappresentano circa la metà del lavoro dipendente italiano).

 

Per le unità locali di imprese di piccola e media dimensione e per le imprese non rispondenti all’indagine IULGI le variabili strutturali dell’archivio sono aggiornate attraverso modelli statistici che utilizzano le informazioni presenti negli archivi amministrativi. Il processo di produzione del registro imprese, con riferimento all’anno t ha inizio negli ultimi mesi dell’anno t+1, quando si rendono disponibili le forniture annuali di dati provenienti dai principali archivi amministrativi.

Le informazioni di fonte amministrativa, dopo essere state sottoposte ad un processo di normalizzazione e standardizzazione, che trasforma le unità e i caratteri amministrativi in unità e variabili statistiche, sono integrate fra loro.

L’insieme delle unità statistiche che ne deriva costituisce l’oggetto del registro ASIA-Imprese per l’anno di riferimento t.

Definizione delle unità statistiche

Sulle unità sono successivamente stimate le principali variabili strutturali ed identificative. Le definizioni delle unità statistiche adottate sono conformi a quanto dispone il Regolamento del Consiglio Europeo (CEE) n. 696/1993, relativo alle unità statistiche di osservazione e di analisi del sistema produttivo nella Comunità. Il regolamento individua l’impresa come l’unità centrale per la realizzazione delle statistiche economiche e la definisce come “la più piccola combinazione di unità giuridiche , che costituisce un’unità organizzativa per la produzione di beni e servizi che fruisce d’una certa autonomia decisionale. In particolare per quanto attiene alla destinazione delle sue risorse correnti. Un’impresa esercita una o più attività in uno o più luoghi.

Un’impresa può corrispondere a una sola unità giuridica”. Secondo questa definizione sono considerati impresa anche i lavoratori autonomi e i liberi professionisti.

Sempre secondo il regolamento, “l’unità locale corrisponde ad un’impresa o a parte di essa situata in un luogo topograficamente identificato.

In tale luogo, o a partire da esso, una o più persone svolgono (lavorando eventualmente a tempo parziale) delle attività economiche per conto di una stessa impresa”.

Secondo tale definizione sono unità locali le seguenti tipologie, purché presidiate da almeno una persona: agenzia, albergo, ambulatorio, bar, cava, deposito, garage, laboratorio, magazzino, miniera, negozio, officina, ospedale, ristorante, scuola, stabilimento, studio professionale, ufficio, ecc..

L’impresa plurilocalizzata, pertanto, è un’impresa che svolge le proprie attività in più luoghi, ciascuno dei quali costituisce un’unità locale dell’impresa. Nell’unità locale deve essere presente (e rilevabile) un input di lavoro significativo, definito almeno pari all’equivalente annuo di una persona che lavora a tempo parziale. Questo implica che tutte le unità di lavoro “non presidiate” non sono da considerarsi come unità locali.

L’impresa unilocalizzata è un’impresa che svolge la propria attività in un unico luogo che costituisce l’unica unità locale, che è anche sede d’impresa. Per sede d’impresa s'intende il luogo dove l’unità giuridico-economica esplica parte delle proprie attività e dove sono ubicati i principali uffici amministrativi e/o direzionali. La sede d’impresa può essere solo amministrativa o amministrativa e operativa e può essere diversa dalla sede legale. L’attività economica, classificata, a seconda degli anni di riferimento, in base all’Ateco 2002 o all’Ateco 2007 , è la combinazione di risorse, quali attrezzature, manodopera, tecniche di fabbricazione, reti di informazione, o di prodotti, che porta alla creazione di specifici beni o servizi. Imprese ed unità locali sono distinte in base all’attività economica esclusiva o principale, secondo il criterio della prevalenza.

Quando, nell’ambito di una stessa impresa/unità, sono esercitate più attività, la prevalenza è individuata sulla base del valore aggiunto ovvero, in mancanza di tale dato, sulla base del fatturato, del numero medio annuo di addetti, delle spese per il personale, delle retribuzioni lorde. Nel caso di unità locale solo amministrativa o ausiliaria non amministrativa, l’attività economica principale e/o esclusiva dell’unità locale è quella dell’impresa e non quella dell’attività ausiliaria svolta. Per gli anni dal 2004 al 2006, le imprese e le unità locali sono classificate per attività economica secondo l’Ateco 2002. I dati dell’anno 2007 sono invece presentati sia in base alla classificazione Ateco 2002 che all’Ateco 2007.

Dal 2008 viene invece riportata solamente la classificazione in base all’Ateco 2007 Secondo la classificazione Ateco 2002 sono escluse dal campo di osservazione ASIA le attività economiche relative a: agricoltura, caccia e silvicoltura (sezione A), pesca, piscicoltura e servizi annessi (sezione B); amministrazione pubblica (sezione L); attività di organizzazioni associative (divisione 91); attività svolte da famiglie e convivenze (sezione P); organizzazioni ed organismi extraterritoriali (sezione Q); le unità classificate come istituzioni pubbliche e istituzioni private non profit.

Secondo la classificazione Ateco 2007 sono escluse dal campo di osservazione ASIA le attività economiche relative a: agricoltura, silvicoltura e pesca (sezione A), amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria (sezione O), attività di organizzazioni associative (divisione 94), attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico; produzione di beni e servizi indifferenziati per uso proprio da parte di famiglie e convivenze (sezione T), organizzazioni ed organismi extraterritoriali (sezione U), le unità classificate come istituzioni pubbliche e istituzioni private non profit. Per l’anno 2007, per il quale è disponibile la doppia classificazione, si precisa che la differente classificazione implica anche una leggera differenza nel campo di osservazione.

Per questo, per esempio il totale delle imprese dell’Archivio Asia in Ateco 2007 risulta pari a 387.434, mentre quello in Ateco 2002 è pari a 386.906.

Addetti

Per addetti (o persone occupate) si intendono i lavoratori dipendenti e indipendenti che esercitano un’attività a tempo pieno e a tempo parziale nell’impresa. Tra i lavoratori indipendenti sono da considerare:

  • i titolari, soci e amministratori di un’impresa a condizione che lavorino effettivamente nell'unità, che non siano iscritti nei libri paga e che non siano remunerati attraverso fattura o abbiano un contratto di collaborazione coordinata e continuativa;
  • i soci di cooperativa che lavorano effettivamente nella società e che non percepiscono alcuna retribuzione contrattuale come corrispettivo, né il versamento da parte della società di contributi previdenziali in qualità di lavoratori dipendenti; •
  • i parenti o affini del titolare o dei titolari, che prestano lavoro senza il corrispettivo di una prefissata retribuzione contrattuale né il versamento di contributi previdenziali.

Nel registro Asia tutte le imprese impiegano almeno un lavoratore indipendente. I lavoratori dipendenti comprendono sia i residenti sia i non residenti che lavorano per le imprese localizzate nel territorio nazionale.

Sono lavoratori dipendenti tutte le persone iscritte nei libri paga, anche se responsabili della gestione dell’impresa e in particolare i dirigenti, i quadri, gli impiegati e gli operai, a tempo pieno o part time; gli apprendisti; i lavoratori a domicilio iscritti nei libri paga; i lavoratori stagionali; i lavoratori con contratto di formazione e lavoro; i lavoratori con contratto a termine; i lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni; i soci di cooperativa iscritti nei libri paga; gli studenti che contribuiscono formalmente al processo produttivo in cambio di una remunerazione e/o di una formazione. Le persone occupate sono calcolate in termini di media annua, pertanto i valori relativi agli addetti non sono numeri interi e derivano dalla somma dei lavoratori dipendenti medi e degli indipendenti medi.

Confrontabilità

La confrontabilità con i dati rilevati dal Censimento 2001 è limitata dalle differenze presenti nelle definizioni e classificazioni utilizzate (anche a seguito di variazioni intervenute nei regolamenti dell’UE). In particolare le differenze riguardano:

  • il periodo di riferimento. Le informazioni del registro Asia si riferiscono ad un dato medio calcolato nell’anno di riferimento, mentre i dati censuari colgono la situazione di un dato giorno (il 22 ottobre). Le unità censite costituiscono quindi un sottoinsieme delle unità attive secondo il registro Asia; •
  • la classificazione delle attività economiche. Le unità produttive di ASIA sono ordinate, come stabilito da Eurostat, secondo la classificazione Ateco 2002 o 2007, quelle censuarie secondo l’Ateco 1991.
  • l’universo di riferimento, in quanto, come detto precedentemente, nell’archivio ASIA sono escluse alcune attività economiche.


Dall’anno 2009 l’archivio Asia per la regione Emilia-Romagna include anche le imprese e le unità locali presenti sul territorio dei comuni dell’Alta Valmarecchia.

Tali comuni sono aggregati alla regione Emilia-Romagna, nell’ambito della provincia di Rimini, a seguito della Legge del 3 agosto 2009, n. 117. Si tratta di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello.

Diffusione di variabili in forma disaggregata

In attuazione di quanto previsto dall’articolo 4, comma 2 del Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali a scopi statistici e di ricerca scientifica effettuati nell’ambito del Sistema statistico nazionale, il Programma statistico nazionale 2008-2010 – Aggiornamento 2009-2010 individua gli archivi Asia-imprese e Asia-Unità locali come progetti per i quali è consentita la diffusione di variabili in forma disaggregata in considerazione delle particolari esigenze conoscitive che debbono essere soddisfatte.

“La forma disaggregata configura una deroga al segreto statistico previsto dall’art. 9 del d.lgs n.322/1989, in quanto consente che i dati statistici siano diffusi anche in forma tale da rendere individuabili singole unità di rilevazione. Tale deroga deve trovare supporto in forti motivazioni; non è sufficiente un generico richiamo alla necessità di “soddisfare particolari esigenze conoscitive anche di carattere internazionale e comunitario”, essendo indispensabile che queste vengano sufficientemente esplicitate in sede di proposta e sottoposte ad analisi ed approfondimenti adeguati nell’ambito dell’istruttoria relativa ad ogni singolo caso.” (Programma statistico nazionale 2008-2010 – Aggiornamento 2009-2010 ) In particolare le variabili degli archivi Asia che possono essere diffuse in forma disaggregata sono: attività economica, localizzazione (fino al livello di dettaglio comunale), addetti, forma giuridica, numero di imprese, numero di unità locali, carattere artigiano dell’impresa, diffusione territoriale, classi di fatturato. Tale proposta nasce dalla constatazione che le informazioni presenti nei suddetti archivi costituiscono un aggiornamento dei dati di fonte censuaria relativi alla struttura economica ed occupazionale, la cui conoscenza è stata ritenuta di particolare interesse dal legislatore che, con l’art. 37, comma 2, lett. e), della legge 17 maggio 1999, n. 144 (Disposizioni in materia di Censimenti), esplicitamente ne ha autorizzato la diffusione fino al dettaglio comunale, anche nei casi di frequenza inferiore a tre unità.

Azioni sul documento
13 dicembre 2011
In evidenza

Il 14 marzo l'ISTAT  ha diffuso i dati del quarto trimestre del 2011.

Nel complesso dell'anno la crescita a dell'export nazionale rispetto al 2010 risulta sostenuta.

Tra le regioni che forniscono il maggior contributo alla crescita delle esportazioni nazionali nel 2011 si segnalano l'Emilia-Romagna (+13,1%), la Toscana (+13,7%) e il Lazio (+13,8%).

Piacenza è tra le province con il più alto contributo alla crescita.

 

Notizia e dati sul sito dell'ISTAT

 
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