Lavoro

Gli indicatori del mercato del lavoro permettono di misurare fenomeni importanti, come lo stato occupazionale della popolazione attiva di un paese e, dunque, la partecipazione alla produzione di reddito. Da queste misure si possono trarre indicazioni sulle tendenze di crescita economica delle differenti aree dell'UE, strumenti necessari per predisporre corrette politiche di intervento.

Questi indicatori si rivelano decisivi soprattutto in momenti, come quello attuale, in cui si prospetta, causa pandemia Covid-19, una crisi occupazionale di dimensioni difficilmente prevedibili.

I dati dell’Indagine europea delle Forze Lavoro, aggiornati al 2019, fotografano la situazione di partenza in cui questa crisi andrà ad innestarsi; una situazione, sia per l’Emilia-Romagna che per le altre regioni europee caratterizzate dalle migliori performance occupazionali, estremamente positiva.

Dal 2014 in avanti, infatti, la ripresa si è consolidata con tassi di occupazione sempre in crescita, sia per gli uomini sia per le donne, e livelli di disoccupazione in calo.

In crescita anche il ricorso al part-time, strumento di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, ma sempre di più utilizzato anche come strumento di flessibilità dal lato delle imprese.

Le stesse dinamiche positive non contraddistinguono la popolazione giovanile. La percentuale di NEET in Emilia-Romagna, contrattasi dal 2014 al 2016, si è poi stabilizzata intorno al 16%, valore che posiziona la nostra regione, insieme alle altre regioni italiane, in testa alla graduatoria europea. La disoccupazione giovanile, anch’essa in diminuzione dal 2014, vede una leggera risalita nel 2019, dovuta principalmente alla componente maschile.

La struttura occupazionale settoriale dell'Emilia-Romagna, sostanzialmente identica a quella del Nord-est, mostra, rispetto al resto d’Europa, una più alta vocazione industriale e, conseguentemente, una minore incidenza dei servizi.

 

NB: Dal 3 marzo 2020 Eurostat ha inserito nei propri dataset un nuovo codice EU27_2020, a sostituzione dei codici EU27 e EU28. Il nuovo aggregato recepisce il processo Brexit, dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. I 27 Paesi dell’Unione sono ora: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria. Il Factbook sotto l’etichetta MEDIA UE DAL 2020  propone il nuovo aggregato post-Brexit.

 

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pubblicato il 2018/11/13 16:54:00 GMT+2 ultima modifica 2021-04-27T16:05:28+02:00

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