Introduzione
Dal 12 al 14 ottobre 2026 si è svolta la Settimana europea delle regioni e delle città, la più importante manifestazione europea dedicata alle politiche regionali. Viene organizzata congiuntamente dal Comitato europeo delle regioni (CdR) e dalla direzione generale Politica regionale e urbana (DG REGIO) della Commissione europea. L'edizione 2026 è stata dedicata al tema Regioni forti, Europa forte. Le regioni sono al centro della politica dell'Unione, nonostante si trovino ad affrontare realtà molto diverse: dalle pressioni geopolitiche comuni alle sfide territoriali specifiche, dai cambiamenti demografici agli sviluppi economici, dalla carenza di competenze alla necessità di rafforzare i servizi essenziali. La politica di coesione, con soluzioni basate sul territorio e adattate alle esigenze specifiche, può aiutare ogni regione a raggiungere il successo.
Inoltre, negli ultimi mesi Eurostat ha diffuso diversi indicatori fondamentali per descrivere le dinamiche che hanno caratterizzato questi anni. Con l'occasione l'Ufficio di Statistica della Regione Emilia-Romagna ha deciso di aggiornare i dati dell'intero Factbook Emilia-Romagna, lo strumento di analisi utilizzato per contestualizzare la situazione dell'Emilia-Romagna in Europa attraverso un set di 43 indicatori, tutti di fonte Eurostat, suddivisi in 6 ambiti tematici: Popolazione, Economia, Lavoro, Ricerca e innovazione, Benessere e qualità della vita, Ambiente, territorio e infrastrutture.
Alcune macroevidenze
L'Emilia-Romagna ha una popolazione più anziana rispetto alle regioni europee e a gran parte di quelle italiane: crescono gli over 64, mentre diminuiscono le persone in età lavorativa, aumentando la dipendenza tra generazioni. Dopo la pandemia, i residenti sono tornati a crescere e al 1° gennaio 2025 sono circa 4 milioni e 462 mila (+0,22%). Il saldo migratorio (+7,3 per mille) compensa quello naturale negativo (-5,1 per mille), legato al calo delle nascite e all'aumento della mortalità. La regione combina così dinamiche migratorie simili all'Europa centro-occidentale e naturali vicine a quella sud-orientale. Dal 2010 le nascite calano sia tra gli italiani sia tra gli stranieri: per i primi incidono il rinvio della genitorialità e il ricambio tra generazioni femminili più numerose in uscita dall'età feconda e meno numerose in entrata; per i secondi, la diminuzione dei figli per donna.

Sul piano economico, si può cogliere la tendenza consolidata del tessuto produttivo regionale a configurare un sistema, tipico dell'Italia Settentrionale, incentrato su imprese di piccole dimensioni più orientate alle attività manifatturiere, le quali pesano un terzo del valore aggiunto complessivo del territorio. Il Factbook fotografa come il valore aggiunto per occupato in Emilia-Romagna sia tra i più alti d'Europa, con una crescita successiva alla pandemia che nell'ultimo anno si è assestata sopra i 100 mila euro; di contro, il Pil pro capite, superiore del 17% alla media UE-27, è stabile rispetto agli ultimi anni dopo un calo costante dal 2001 al 2020.

Il mercato del lavoro dell’Emilia-Romagna ha superato rapidamente l’impatto della pandemia. Nel 2025, infatti, la disoccupazione è al 4,1%, un livello basso nel confronto italiano ed europeo, e quella di lunga durata all’1,4%. Preoccupa però l’aumento della disoccupazione giovanile, dal 12,3% al 17,4%. L’occupazione resta nel complesso in crescita, sia tra gli uomini sia tra le donne, anche nella fascia dei 55-64 anni. Diminuisce invece il ricorso al part-time, sceso al 15%, come nel 2011. Un segnale favorevole arriva dal calo dei giovani NEET, che non studiano né lavorano: la loro quota è inferiore a quella di Germania, Francia e Danimarca, pur restando più elevata tra le donne. Il quadro regionale si conferma quindi positivo, ma con criticità sul fronte giovanile e una struttura produttiva più orientata all’industria e meno ai servizi rispetto al resto d’Europa.

La Regione è ancora piuttosto indietro rispetto alla percentuale di risorse umane formate o impegnate in attività scientifiche e tecnologiche; il ritardo è strutturale, tipico del panorama italiano, e si conferma anche nel 2024 e nel 2025. Si riscontra un analogo posizionamento dell'Emilia-Romagna e dell'Italia anche per la percentuale di occupati nei settori dei servizi ad alta tecnologia, accompagnato però da una tendenza di lungo periodo in crescita.
L'ultima sezione riporta le statistiche sul ambiente, territorio ed infrastrutture, e per l'Emilia-Romagna emerge qualche criticità rispetto al numero di veicoli a motore circolanti, che sono in costante aumento, in un contesto che pone l'Italia tra i Paesi europei con maggior numero di veicoli per abitante.; ottimi, invece, i risultati dell'Emilia-Romagna fino al 2025, sia come capacità ricettiva, che come durata media del soggiorno.

Altri contenuti utili
Settimana europea delle regioni e delle città – Evento 12-14 ottobre 2026
Documenti
Ultimo aggiornamento: 29-10-2026, 20:47
