Introduzione
Numero di matrimoni in calo rispetto al 2023
In Emilia-Romagna nel 2024 sono stati celebrati complessivamente 12.298 matrimoni, in netto calo rispetto a quelli registrati nel 2023 (13.117) e nel 2022 (13.136). Il numero di matrimoni del 2024 si avvicina al minimo toccato negli ultimi anni, 11.925 nel 2014.
Si conferma quindi anche in Emilia-Romagna il ridimensionamento della nuzialità che in Italia non ha conosciuto soste negli ultimi quarant'anni, al netto dei periodi in cui il numero di matrimoni ha mostrato un andamento in controtendenza per cause di natura congiunturale. In particolare nel 2020 si è osservata una forte contrazione del numero dei matrimoni per effetto della pandemia da Covid-19 e delle sue misure di contenimento, -38,2% rispetto al 2019. Tali avvenimenti hanno portato molte coppie a posticipare le nozze, in parte celebrate negli anni successivi. Questo spiega in particolare i consistenti aumenti del biennio 2021-2022 e la sostanziale stabilizzazione del 2023.
Un andamento analogo si riscontra nei quozienti di nuzialità. Questa misura rappresenta il rapporto dei matrimoni celebrati nel corso dell'anno e l'ammontare medio della popolazione residente nello stesso anno (moltiplicato per mille). In Emilia-Romagna, nel 2024, il quoziente di nuzialità scende al 2,8 per mille, rispetto al 3,0 per mille registrato nel 2023 e nel 2022. Anche nel 2024, la provincia emiliano-romagnola con il valore più alto di questo indicatore è Piacenza, con il 3,1 per mille. I territori dove ci si sposa in proporzione meno sono le province di Parma, Modena e Forlì-Cesena con il 2,6 per mille (tavola Matrimoni per rito e provincia. Emilia-Romagna - Anno 2024 (CSV - 1,0 KB)).

Una battuta d'arresto anche per le seconde nozze
In Emilia-Romagna, negli ultimi anni si era manifestata una tendenza alla riduzione dell'indice di prima nuzialità. Il 2024 ha confermato questo fenomeno. Tuttavia, se nel 2023 la sostanziale tenuta del numero dei matrimoni era da ricercarsi infatti nei matrimoni successivi al primo, nel 2024 anche questi ultimi sono in declino, in controtendenza quindi rispetto al passato.
Anzi, se tra il 2022 e il 2023 il peso dei matrimoni successivi al primo sul totale dei matrimoni era aumentato, sia per le femmine (dal 19,9% al 20,5%) sia per i maschi (dal 20,4% al 21,7%), nel 2024 la direzione si inverte: le spose al secondo matrimonio o al successivo sono il 20,3% di tutte le spose, gli sposi al secondo matrimonio o al successivo sono il 21,0% di tutti gli sposi.
Nel 2014 i matrimoni successivi al primo erano solo il 15,7% per le femmine e il 16,2% per i maschi, confermando che quello delle nozze successive è tendenzialmente un fenomeno in crescita, nonostante l'evidenza dell'ultimo anno.
A influenzare la contrazione delle nozze è, in primo luogo, la riduzione della consistenza numerica delle generazioni più giovani, su cui ha pesato il fenomeno della denatalità persistente. A questo fattore di ordine strutturale si accompagnano importanti cambiamenti dei modelli culturali, come per esempio la diffusione delle convivenze prematrimoniali, che si riflettono sulle scelte familiari e sulla propensione a contrarre matrimonio.
Ci si sposa sempre più tardi
A questi si aggiunge l'effetto di una pluralità di fattori sociali, quali per esempio l'allungamento dei percorsi di formazione e le difficoltà di ingresso e permanenza nel mondo del lavoro, che hanno contribuito a una progressiva posticipazione dell'uscita dalla famiglia di origine da parte delle nuove generazioni. Il rinvio delle tappe che precedono la costituzione di nuove famiglie incide infatti anche sul rinvio del calendario del primo matrimonio.
È infatti in continuo aumento l'età media al primo matrimonio, che nel 2024, in Emilia-Romagna, si attesta a 36,2 anni per le femmine e a 39,8 anni per i maschi: rispetto al 2014 ci si sposa a una età superiore di circa tre anni e mezzo.
Di conseguenza la distribuzione del numero di matrimoni per età delle spose e degli sposi si muove verso le età più mature.
Sia nel 2014 sia nel 2024, la classe con il maggior numero di matrimoni è stata quella 30-34 anni, tanto per gli sposi uomini, quanto per le spose donne. Tuttavia, se nel 2014 si sposavano oltre i 34 anni il 45,8% delle spose e il 58,9% degli sposi, nel 2024 tali percentuali salgono rispettivamente al 58,9% e al 68,2%.
Spostando la soglia a 44 anni, nel 2014 si sposavano oltre questa età solo il 17,5% delle spose e il solo 25,5% degli sposi, nel 2024 il 34,8% delle spose e il 42,2% degli sposi.
I tre quarti dei matrimoni sono celebrati con rito civile
La scelta di sposarsi con rito civile è sempre più diffusa. Nell'ultimo decennio i matrimoni civili sono aumentati dai 7.103 del 2014 ai 9.351 del 2024. L'aumento dei matrimoni civili è più forte nelle età avanzate. Per contro, nello stesso arco temporale i matrimoni religiosi sono crollati da 4.822 a 2.947.
La quota dei matrimoni civili sul totale dei matrimoni è negli anni in costante crescita, passando dal 59,6% del 2014 al 76,0% del 2024. Nel 2024 in tutte le classi di età il numero di matrimoni civili supera quello dei matrimoni religiosi. In particolare, dai 45 anni in su, sia per le spose sia per gli sposi, oltre nove matrimoni su dieci vengono officiati con rito civile.
Nel 2024, considerando congiuntamente le età delle spose e degli sposi, sia per i riti civili che per quelli religiosi spicca per numero di matrimoni l'incrocio che vede coinvolti coniugi entrambi di 30-34 anni. Ma se per le celebrazioni religiose questo è l'unico punto modale (ovvero quello con il più alto numero di matrimoni), per le celebrazioni civili si nota una ulteriore punta, la più alta, nel caso di coniugi entrambi di 60 anni e più.
Infatti, focalizzandosi sui soli riti civili, nel 2024 sono stati registrati 755 matrimoni con entrambi i coniugi ultra 59enni, l'8,1% del totale dei matrimoni civili. Nel 2014 questo tipo di matrimoni erano stati solo 231, il 3,3%, e non costituiva un punto modale.
La percentuale più alta di matrimoni civili si osserva nelle province di Ferrara e Bologna, dove oltre otto nozze su dieci vengono celebrate con questo rito (82,1% e 80,9% rispettivamente). Le province in cui i matrimoni civili sono in proporzione meno frequenti sono Rimini (68,2%) e Piacenza (69,1%).

Nel 2024, in Emilia-Romagna, il 20,2% delle nozze vede unirsi in matrimonio almeno una persona straniera. Nel 2014 tale percentuale era del 20,9%.
Separazioni e divorzi ancora in contrazione
Per quanto riguarda i fenomeni legati alla instabilità coniugale, nel 2024 continua la fase di contrazione del numero di separazioni e divorzi, dopo il picco del 2016 dovuto all'introduzione del cosiddetto "divorzio breve" (L. 55 del 06 maggio 2015).
Nel 2024 le separazioni registrate in Emilia-Romagna sono state 5.129 e i divorzi 5.558. La somma del numero delle separazioni e dei divorzi avvenuti nel corso del 2024 non è quindi di molto inferiore al numero dei matrimoni celebrati nello stesso anno: 1.611 in meno (tavola Matrimoni, separazioni e divorzi. Emilia-Romagna - Anni 2007-2024 (CSV - 1 KB)).
In definitiva, non solo ci si sposa meno, ma si riduce anche il numero delle rotture formali dell'unione coniugale.

Unioni civili in leggera flessione
Il 5 giugno 2016 è entrata in vigore la Legge che ha introdotto in Italia l'istituto dell'unione civile tra persone dello stesso sesso. Nei mesi successivi si è osservato un numero consistente di unioni civili, che ha riguardato coppie da tempo in attesa di ufficializzare il proprio legame affettivo. Il fenomeno è poi andato stabilizzandosi fino alle 280 registrate in Emilia-Romagna nel 2024, comunque 35 in meno rispetto al 2023. In particolare nel 2024 sono state formalizzate presso gli Uffici di Stato Civile dei Comuni emiliano-romagnoli 162 unioni tra uomini e 118 unioni tra donne. Prevalgono quindi le unioni tra uomini, 57,9%.
Aumenta l'incidenza di nubili e celibi
Le dinamiche descritte stanno progressivamente trasformando la distribuzione della popolazione emiliano-romagnola per stato civile. Tra il 2007 e il 2024 si nota un andamento crescente della percentuale della popolazione divorziata (+2,2 punti percentuali) e della popolazione celibe e nubile (+6,1 punti percentuali). Per contro si osserva una costante diminuzione della popolazione vedova (-1,4 punti percentuali) e della popolazione coniugata (-7,1 punti percentuali) (tavola Popolazione per stato civile. Emilia-Romagna - Anni 2007-2024 (CSV - 1 KB)).

Come detto, la tendenza a non sposarsi, o a ritardare le nozze, è via via aumentata negli anni. Ne è riprova anche l'aumento della percentuale di celibi e nubili sul totale della popolazione, soprattutto nelle età tra i 30 e i 50 anni. Tali andamenti sono collegati da un lato alla progressiva diffusione delle libere unioni (convivenze more uxorio), dall'altro al progressivo aumento della popolazione "non in unione" alle età mature.
Il panorama nazionale: in Emilia-Romagna più matrimoni civili
Allargando l'analisi all'intero Paese, si evidenziano le tradizionali specificità territoriali che vedono le regioni del Mezzogiorno caratterizzate da una maggiore propensione alla nuzialità, dalla prevalenza dei riti religiosi sui riti civili, dalla minore incidenza delle celebrazioni che vedono unirsi in matrimonio almeno una persona straniera. Tuttavia la flessione dei matrimoni nel 2024 ha colpito maggiormente il Mezzogiorno, -8,3%; tale contrazione è del 5,9% a livello nazionale e del 6,2% in Emilia-Romagna. Anche l'incidenza dei matrimoni civili nel Sud e nelle Isole aumenta di più rispetto a quello che avviene nel Nord e nel Centro, segno che la perdita di centralità del matrimonio, soprattutto nella sua forma religiosa, sta interessando progressivamente l'intero Paese.
In questo contesto, l'Emilia-Romagna presenta un quoziente di nuzialità in linea con la media del Nord Italia e dell'intero Paese. È poi la seconda regione in Italia per percentuale di matrimoni civili sui matrimoni totali, dopo la Liguria. Ha infine una quota di matrimoni con almeno una persona straniera leggermente inferiore alle medie del Nord e del Centro del Paese, ma superiore rispetto alla media nazionale.
Delle 2.936 unioni civili costituite in Italia nel 2024, come anticipato, 280 sono state registrate in Emilia-Romagna. Rapportando agli abitanti, l'Emilia-Romagna ha il tasso di unioni civili pari a 6,3 (per centomila abitanti), sostanzialmente uguale a quello della Lombardia. Il valore più alto si osserva in Toscana, con 7,3 unioni civili ogni centomila residenti, il più basso in Calabria (1,1); la media nazionale è pari a 5,0 (tavola Indicatori su matrimoni e unioni civili - Anno 2024 (CSV - 2,4 KB)).

Ulteriori approfondimenti sono possibili grazie alla visualizzazione grafica realizzata dall'Ufficio di Statistica della Regione Emilia-Romagna.
La lettura completa del fenomeno dei processi di formazione e scioglimento delle unioni coniugali è favorita dall'allineamento delle rilevazioni su matrimoni, divorzi, separazioni e unioni civili attuato da Istat al fine di rilasciare congiuntamente i relativi dati riferiti all'anno 2024.
Altri contenuti utili
- Matrimoni, unioni civili, separazioni, divorzi - Visualizzazione grafica Regione Emilia-Romagna
- Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi, anno 2024 - Comunicato stampa Istat
Documenti
Ultimo aggiornamento: 21-04-2026, 16:00
Immagine di anteprima: Foto di Pexels (da Pixabay)