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Introduzione

Andamento dei prezzi nei primi mesi del 2026: inflazione in crescita

Dopo la crescita registrata nel 2025, i primi nove mesi del 2026 mostrano un'ulteriore accelerazione dell'inflazione, e quindi un aumento dei prezzi, tanto in Emilia-Romagna quanto nell'intero Paese, pur rimanendo molto lontani dai picchi del 2022. Infatti, in Emilia-Romagna, a settembre 2026, i rincari rispetto allo stesso mese del 2025, si consolidano attorno all'4,0%. A livello nazionale l'inflazione misurata a settembre 2025 è del 4.2% .

La tendenza alla crescita è confermata dalla variazione congiunturale dei prezzi, ovvero quella calcolata rispetto al mese immediatamente precedente. In Emilia-Romagna, infatti, a settembre 2026, rispetto ad agosto 2026, la variazione ha registrato un valore positivo, ovvero un aumento dei prezzi, dello 0,5% (+0,7% in Italia).

Grafico: Variazioni mensili del NIC (l'indice dei prezzi per l'intera collettività nazionale). Emilia-Romagna e Italia - Anni 2024-2026 (variazioni percentuali sullo stesso mese dell'anno precedente).

I rincari maggiori nei settori Energetici e dei trasporti

La divisione di spesa relativa ad Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (+11,2% in Emilia-Romagna e +11,4% in Italia. A seguire la divisione dei Trasporti, prevalentemente a causa dell’aumento del costo dei carburanti, registra un +6,9% in Emilia-Romagna e un +8,5% in Italia rispetto a settembre 2025.

Queste divisioni, a partire da aprile 2026, a causa delle tensioni geopolitiche nella penisola araba e nello stretto di Hormuz, hanno manifestato una crescita inflattiva accentuata, soprattutto per le componenti dei beni energetici e dei carburanti.

Un'altra divisione che da tre anni continua a sperimentare costantemente rincari oltre la media dell'intero paniere è quella dei Servizi ricettivi e di ristorazione, che aumentano più in regione che nel resto del Paese (+3,9% in Emilia-Romagna, +3,2%, stabile, in Italia).

Grafico: Variazioni mensili del NIC (l'indice dei prezzi per l'intera collettività nazionale) per divisione di spesa. Emilia-Romagna e Italia - Settembre 2026 (variazioni percentuali sul settembre 2025).

In Emilia-Romagna inflazione inferiore alla media nazionale, Rimini la provincia emiliano-romagnola con gli aumenti maggiori

In Emilia-Romagna si registra una crescita dei prezzi leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato nell'intero Paese; in particolare, l'ultimo dato disponibile (settembre) evidenzia una inflazione di 0,2 punti percentuali inferiore alla media italiana (il 4,0% emiliano-romagnolo contro il 4.2% nazionale). Calabria, Sicilia e Sardegna sono le regioni che presentano i rincari maggiori. Liguria e Val D'Aosta sono invece le regioni con gli aumenti di prezzi minori.

Sempre a settembre 2026, in confronto a settembre 2025, la provincia emiliano-romagnola in cui si registrano i maggiori aumenti dei prezzi è Rimini (+4,6%). Rimini era anche la provincia in cui si era registrata la più intensa spinta inflazionistica durante l'intero 2024 e il 2025. Ferrara, Modena e Bologna costituiscono gli altri territori con valori superiori alla media regionale.

Ulteriori approfondimenti sono presenti sul Rapporto Indice dei prezzi al consumo in Emilia-Romagna e in Italia. Aggiornamento a settembre 2026.

Per un quadro complessivo dell'andamento dei prezzi, aggiornato all'ultima mensilità disponibile, è possibile fare riferimento alla visualizzazione grafica dedicata.

Altri contenuti utili

Il sistema dei prezzi al consumo

L'inflazione è il processo di aumento del livello dei prezzi dei beni e servizi destinati al consumo delle famiglie. Un'inflazione positiva corrisponde a una situazione in cui aumentano i prezzi, mentre un'inflazione negativa si verifica nel caso in cui i prezzi sono in calo (deflazione). L'inflazione si misura attraverso la costruzione di un indice dei prezzi al consumo, uno strumento statistico che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno, chiamato paniere. L'Istat produce tre diversi indici dei prezzi al consumo: per l'intera collettività nazionale (NIC), per le famiglie di operai e impiegati (FOI, indice utilizzato per le rivalutazioni monetarie) e quello armonizzato a livello europeo (IPCA). Per gli organi di governo il NIC rappresenta uno dei principali parametri di riferimento per la realizzazione delle politiche economiche.

L'indagine Istat sui prezzi si basa su un campione strutturato su due “anime”, quello derivante dalla rilevazione territoriale, in capo ai Comuni, e quella centralizzata, in capo a Istat.

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Ultimo aggiornamento: 23-10-2026, 18:45