Introduzione
Nel 2025 lieve aumento dell'inflazione
Il 2022 è stato un anno record per l'aumento dei prezzi, con picchi che non si osservavano dalla metà degli anni '80 (rispetto al 2021, +8,4% in Emilia-Romagna e +8,1% in Italia). Nel corso del 2023 l'inflazione ha progressivamente frenato la sua corsa, portandosi a una media annua del +5,2% in Emilia-Romagna e del +5,7% in Italia, comunque su livelli assoluti assai rilevanti. Nel 2024 la crescita tendenziale dei prezzi si è notevolmente ridotta, scendendo su medie annue pari all'1,0%, sia in Emilia-Romagna, sia in Italia. Il 2025 è caratterizzato invece da una ripresa, seppur lieve, dell'inflazione, che interrompe la tendenza al rallentamento avviatasi nel 2022. Nel 2025 i prezzi aumentano, rispetto al 2024, dell'1,4% in Emilia-Romagna e dell'1,5% nell'intero Paese (tavola Variazioni medie annue dell'indice dei prezzi al consumo, Emilia-Romagna e Italia, dal 2010 al 2025 (CSV - 1 KB)).

Nel corso del 2025, in Emilia-Romagna, i maggiori aumenti di prezzo tendenziali (sullo stesso mese dell'anno precedente) si sono osservati nel mese di marzo, in cui è stato sfiorato il +2%. L'inflazione si è poi progressivamente ridotta a partire dall'estate, fino al +0,8% di novembre e al +1,0% di dicembre (tavola Variazione mensile dell'indice dei prezzi al consumo, Emilia-Romagna e Italia, 2021-2025 (CSV - 1,2 KB)).

Le tipologie di prodotto: prezzi in discesa solo per le comunicazioni
Analizzando l'andamento delle divisioni di spesa, dopo gli aumenti di prezzo generalizzati su tutte le divisioni che avevano segnato gli anni 2022 e 2023, nel 2024 solo due insiemi di prodotti e servizi si erano distinti per una flessione dei prezzi: la divisione Comunicazioni e quella che raggruppa Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili. Nel 2025 la sola divisione di spesa con i prezzi in discesa rimane quella delle Comunicazioni, -6,1% in Emilia-Romagna e -4,9% in Italia.
Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili, che in questi anni ha subito rilevanti oscillazioni di prezzo, a causa della elevata elasticità agli eventi che hanno caratterizzato il periodo a livello geopolitico, nel 2025 sperimenta infatti una lieve crescita dei prezzi (+0,9% in Emilia-Romagna e +1,1% in Italia). Quest'ultima divisione di spesa aveva trainato l'impennata dei prezzi soprattutto nel 2022, in particolare nella componente dei Beni energetici che aveva subito rincari superiori al 50% su base annua. Allo stesso modo la marcata discesa dei prezzi dei Beni energetici rilevata nel 2024 aveva inciso fortemente sulla netta attenuazione dell'inflazione media del 2024.
Nel 2025 rimane sostanzialmente stabile il livello dei prezzi dei Trasporti.
Negli alimentari, nei servizi ricettivi e nella ristorazione i maggiori rincari
Tornano ad accelerare i rincari nella divisione Prodotti alimentari e bevande analcoliche, che spicca come quella con la spinta inflattiva maggiore nel 2025: +3,1% in Emilia-Romagna e +2,9% in Italia. I Servizi ricettivi e di ristorazione si confermano come una divisione di spesa caratterizzata da livelli inflattivi positivi e superiori al tasso di inflazione medio dell'intero paniere di riferimento, +2,7% in Emilia-Romagna e +3,4% su scala nazionale.
In Emilia-Romagna, altre divisioni di spesa con una inflazione annua oltre il 2% sono Istruzione e Altri beni e servizi (tavola Variazioni medie annue dell'indice dei prezzi al consumo per divisione di spesa, Emilia-Romagna e Italia, anno 2025 (CSV - 1 KB)).

Emilia-Romagna a metà graduatoria tra le regioni, Rimini la provincia emiliano-romagnola con gli aumenti maggiori
Come anticipato, nel 2025 l'Emilia-Romagna sperimenta una crescita dei prezzi annui lievemente inferiore a quella media dell'intero Paese (+1,4% contro +1,5%). L'Emilia-Romagna occupa quindi una posizione intermedia nella graduatoria delle regioni per variazione media annuale dell'indice dei prezzi per l'intera collettività. Le spinte inflazionistiche più rilevanti si osservano in Puglia (+2,1%), Calabria (+1,9%), Trentino-Alto Adige (+1,9%) e Campania (+1,8%). In Molise e Valle d'Aosta invece l'inflazione del 2025 è sotto l'1%. Tale graduatoria risulta abbastanza simile a quella osservata nel 2024 (con le variazioni rispetto al 2023), segno che a livello territoriale i prezzi si stanno muovendo in maniera piuttosto definita.
Una tendenza analoga emerge anche scendendo a livello provinciale sul territorio emiliano-romagnolo. Sia nel 2024 sia nel 2025, la provincia dell'Emilia-Romagna in cui si registrano i maggiori aumenti dei prezzi è Rimini (+1,6% nel 2024 e +2,2% nel 2025). Nel 2025 Ferrara e Bologna costituiscono gli altri territori con valori inflazionistici superiori alla media regionale, così come nel 2024, allora insieme a Parma.
Rispetto al 2015 prezzi più alti del 22%
L'altalena di prezzi in termini di variazioni cui si è assistito negli ultimi sei anni, ha come saldo un sensibile aumento del livello dei prezzi. Già la spinta inflazionistica del 2021 era stata più forte rispetto a quella deflattiva del 2020, originata dal contesto emergenziale in piena pandemia. Le dinamiche del 2022 e del 2023 hanno intensificato notevolmente questa tendenza, a causa della difficile situazione geopolitica che ha provocato l'impennata dei prezzi dei beni energetici, poi progressivamente riverberata sulla maggior parte dei prodotti e servizi. Il 2024 ha sostanzialmente consolidato la situazione acquisita nei due anni precedenti. Il 2025 è stato segnato da un'ulteriore spinta dei prezzi verso l'alto. Tali dinamiche si deducono dall'analisi della serie dei numeri indici del NIC, l'indice dei prezzi per l'intera collettività nazionale, che fissa un valore base al 2015 e ne indica le variazioni annuali a partire sempre da quella base, convenzionalmente posta a valore 100.
In Emilia-Romagna, nel 2019, il valore del numero indice è di 103,1, segnalando quindi un aumento dei prezzi rispetto al 2015 del 3,1%. Nel 2020 il numero indice scende a 102,8, indicando da un lato un aumento dei prezzi rispetto al 2015, del 2,8%, e conseguentemente una diminuzione rispetto al 2019. Nel 2021 il numero indice sale a 104,9 confermando non soltanto la tensione verso l'alto dei prezzi rispetto al 2020, ma evidenziando anche il superamento del livello dei prezzi del 2019. Nel 2022 il numero indice balza a 113,7 e nel 2023 raggiunge quota 119,6. Nel 2024 si consolida a 120,8 per poi spingersi a 122,5 nel 2025, cristallizzando che ora i prezzi sono di oltre il 22% più alti rispetto al 2015.
Analizzando le componenti di spesa, sempre per l'Emilia-Romagna, il valore più alto del numero indice 2025 si osserva per Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili, 144,5: i prezzi sono quasi una volta e mezzo quelli del 2015. Notevoli i rincari osservati anche per i Prodotti alimentari e le bevande analcoliche (+31,6%), per i Servizi ricettivi e di ristorazione (+30,7%) e per i Trasporti (+24,1%).
Primo trimestre 2026: avvisaglie della ripresa delle spinte inflazionistiche
Il 2026 è un anno di importanti modifiche metodologiche nel sistema dei prezzi al consumo coordinato dall'Istat, con gli aggiornamenti del paniere, della struttura di ponderazione e dell'indagine. In particolare è stata fissata una nuova base di riferimento, all'anno 2025. Fino ai dati di dicembre 2025, gli indici dei prezzi al consumo hanno come base di riferimento l'anno 2015. Per regolamento europeo (Reg. (EU) 2025/1182 del 18 giugno 2025) il periodo di riferimento va aggiornato ogni dieci anni e pertanto, a partire dai dati provvisori relativi al mese di gennaio 2026, l'indice armonizzato viene prodotto in base di riferimento 2025 (=100). Viene inoltre recepita dal 2026 la nuova versione della classificazione internazionale delle spese per consumi, la COICOP, secondo la quale la spesa per beni e servizi destinati al consumo delle famiglie viene articolata in una lista di aggregati, gerarchicamente ordinati, in funzione dei bisogni che soddisfano. La nuova COICOP e, a ruota, la nuova versione europea della stessa, la ECOICOP, sono state riviste al fine di tener conto dei cambiamenti negli stili di consumo delle famiglie. Tali aggiornamenti hanno comportato il verificarsi di un break nella continuità delle serie storiche e al momento Istat non diffonde gli indici dei prezzi mensili del 2026 a livello regionale. La tendenza nazionale è comunque di una inflazione ancora moderata, ma in accelerazione, nei primi tre mesi del 2026, rispetto ai corrispondenti mesi del 2025: a gennaio si registra un +1,0%, a febbraio un +1,5%, a marzo un +1,7%. In particolare, nel mese di marzo 2026, a livello nazionale, si osservano variazioni congiunturali (ovvero su febbraio 2026) decisamente elevate nelle categorie merceologiche più direttamente influenzate dal costo degli idrocarburi, prima avvisaglia dell'impatto sui prezzi delle tensioni geopolitiche e del conflitto nell'area del Golfo Persico: Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili al +1,8% e Trasporti al +2,5%. Del resto, i prezzi alla produzione dell'industria mostrano, a marzo 2026, un aumento del 4,4% su base mensile e del 4,2% su base annua. Quest'ultimo dato a febbraio era invece in flessione, ma i rincari delle fonti energetiche hanno provocato la repentina impennata, preludio di un tasso di inflazione destinato a lievitare nella restante parte del 2026.
Riferimenti e altri contenuti utili
Analisi più dettagliate sono presenti sul Rapporto Indice dei prezzi al consumo in Emilia-Romagna e in Italia. Anno 2025 (PDF - 691,0 KB) curato dall'Uffico di Statistica della Regione Emilia-Romagna.
Per un quadro complessivo dell'andamento dei prezzi, aggiornato a tutto il 2025, è possibile fare riferimento alla visualizzazione grafica dedicata.
Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare:
- Il sistema dei prezzi al consumo - Istat
- Indici dei prezzi al consumo, aspetti generali e metodologia di rilevazione - Istat
- Gli indici dei prezzi al consumo, novità metodologiche 2026 - Istat
- Prezzi al consumo, dicembre 2025 - Comunicato stampa Istat
- Prezzi al consumo, marzo 2026 - Comunicato stampa Istat
- Prezzi alla produzione dell'industria e delle costruzioni, marzo 2026 - Comunicato stampa Istat
- Indici spaziali dei prezzi al consumo 2022, dati e metodologia - Istat
Il sistema dei prezzi al consumo
L'inflazione è il processo di aumento del livello dei prezzi dei beni e servizi destinati al consumo delle famiglie. Un'inflazione positiva corrisponde a una situazione in cui aumentano i prezzi, mentre un'inflazione negativa si verifica nel caso in cui i prezzi sono in calo (deflazione). L'inflazione si misura attraverso la costruzione di un indice dei prezzi al consumo, uno strumento statistico che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno, chiamato paniere. L'Istat produce tre diversi indici dei prezzi al consumo: per l'intera collettività nazionale (NIC), per le famiglie di operai e impiegati (FOI, indice utilizzato per le rivalutazioni monetarie) e quello armonizzato a livello europeo (IPCA). Per gli organi di governo il NIC rappresenta uno dei principali parametri di riferimento per la realizzazione delle politiche economiche.
L'indagine Istat sui prezzi si basa su un campione strutturato su due “anime”, quello derivante dalla rilevazione territoriale, in capo ai Comuni, e quella centralizzata, in capo a Istat.
Documenti
Ultimo aggiornamento: 30-04-2026, 15:34
Immagine di anteprima: Modena. Mercato coperto - ©Regione Emilia-Romagna - Autore Caselli Nirmal Marco (da Fotoreporter)