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Introduzione

La costruzione di proiezioni demografiche e scenari previsionali per la popolazione caratterizza l'attività dell'Ufficio di Statistica della Regione Emilia-Romagna ormai dagli anni Novanta.

L'edizione corrente del progetto pone come riferimento temporale, per tutti gli scenari, il periodo che va dal 2025 (anno base della proiezione) al 2045. L'arco di proiezione è quindi di 20 anni.

La consultazione di tutti i dati, per tipo di scenario, territorio, sesso, classe di età è possibile grazie alla visualizzazione grafica interattiva dedicata alle proiezioni demografiche in Emilia-Romagna.

In Emilia-Romagna, al primo gennaio del 2025, la popolazione complessiva ammonta a 4 milioni e 462 mila persone. Nel 2045, considerando lo scenario di riferimento, si presume possa raggiungere 4 milioni e 598 mila unità, 136 mila in più rispetto al 2025, con un aumento del 3%. Sebbene nella precedente versione delle proiezioni demografiche per l'Emilia-Romagna questo scenario sia stato piuttosto preciso, con solo 7 mila unità di scarto tra il prospettato e il reale al 2025, è sempre doveroso produrre un insieme più o meno numeroso di possibili scenari.

Nell’arco di vent’anni, i diversi scenari ipotizzano una crescita della popolazione complessiva che varia dal 5,5% nell’ipotesi di un aumento dei flussi migratori in entrata, al solo 1,86% nel caso in cui la fecondità continui a diminuire. Improbabile, ma molto utile per capirne l’impatto, uno scenario in cui non vi siano movimenti migratori: in questo contesto si prospetta una contrazione rilevante della popolazione, che finirebbe per scendere abbondantemente sotto i 4 milioni di individui (-14%).

La tendenza che accomuna i vari scenari considerati è la prosecuzione dell'incremento della popolazione anziana. In generale, il possibile ampliamento della popolazione andrebbe a realizzarsi per la combinazione di andamenti differenziati principalmente sulle classi di età. 

Suddividendo la popolazione nelle quattro grandi classi di età tipiche dell’analisi demografica, nello scenario di riferimento, l’unica fascia di età per cui si profila un aumento importante è quella degli ultra 64enni, che passerebbero dagli 1,1 milioni attuali ai quasi 1,4 milioni nel 2045. La consistenza della popolazione anziana supererebbe così quella della classe di età 15-39 anni e, considerando la sola popolazione femminile, potrebbe diventare la più rappresentata, con un peso del 32,6% sul totale. Per contro, la fascia d'età dei 40-64enni potrebbe diminuire del 9,5% (da 1,66 milioni a 1,50 milioni), pur rimanendo la componente più numerosa.

La classe di età 0-14 anni potrebbe subire una flessione del 4,6%, mentre quella 15-39 anni potrebbe aumentare del 4,1%.

La costanza delle dinamiche demografiche alla base dello scenario di riferimento condurrebbe quindi a un costante invecchiamento della popolazione emiliano-romagnola. L'età media arriverebbe a 48,7 anni dagli attuali 47 e l’indice di dipendenza senile passerebbe da 39,4 a 50,9 anziani ogni 100 persone in età lavorativa: un risultato collegato sia all’elevata sopravvivenza, specialmente femminile, sia alla bassa fecondità, che con 1,19 figli per donna è ben lontana dalla soglia di sostituzione di 2,1.

In generale, la crescita complessiva non sarebbe uniforme nemmeno considerando il sesso: nello scenario di riferimento l’attuale scarto di circa 80 mila persone tra femmine (2,27 milioni) e maschi (2,19 milioni) si attenuerebbe progressivamente fino a sole 30 mila unità nel 2045 (2,31 milioni contro 2,28): questo fenomeno è comune nelle popolazioni ad alta immigrazione.

A livello territoriale, già l’analisi al dettaglio provinciale evidenzia diversità geografiche nelle dinamiche attese. Da un lato si ipotizza una crescita della popolazione più accentuata rispetto alla media regionale nelle province di Piacenza, Parma e Bologna. Dall'altro i territori di Ferrara e Ravenna potrebbero invece progressivamente spopolarsi, a causa di una popolazione che già attualmente è più anziana, di una scarsa natalità e di un saldo migratorio non sufficiente a compensare un saldo naturale profondamente negativo.

La quasi stazionarietà delle classi più giovanili descritta precedentemente è influenzata soprattutto dall’ipotesi che i tassi di fecondità rimangano costanti per tutto l’arco di proiezione; i dati degli ultimi 15 anni evidenziano invece come sia in corso un continuo declino della natalità, alimentato da un lato dalle modifiche strutturali nella popolazione di donne in età feconda (15-49 anni) e, dall’altro, dalla diminuzione della fecondità. Pertanto, a partire da questa edizione è stato delineato anche uno scenario in cui si prospetta la prosecuzione della diminuzione della fecondità. A parità di altre variabili il risultato è che il bilancio demografico 2044 potrebbe registrare un ammontare di nati pari a 24.863 bambine e bambini, l'11,3% in meno rispetto al 2024, ultimo anno disponibile.

Tutti i dati, per tipo di scenario, territorio, sesso, classe di età, sono consultabili grazie agli strumenti interattivi di visualizzazione grafica curati dall'Ufficio di Statistica della Regione Emilia-Romagna. A corredo è stata predisposta una nota metodologica che descrive le fonti, le ipotesi e i modelli sottostanti al progetto. Disponibili anche i dataset su foglio elettronico per eventuali ulteriori elaborazioni.

Ultimo aggiornamento: 01-04-2026, 00:15

Immagine di anteprima: Foto di PublicDomainPictures (da Pixabay)