Popolazione

Gli indicatori demografici misurano l'evoluzione e la struttura della popolazione.
In ottica comparativa, la fotografia dell’ambito Popolazione, scattata a fine 2019, fa emerge per tutti gli indicatori uno squilibrio a favore delle classi più anziane. Di grande interesse sarà, partendo da questi dati, monitorare nel tempo come si inserirà in queste dinamiche europee l’effetto Covid.

L’incidenza contenuta della popolazione in età giovanile e il peso elevato della componente anziana determinano una struttura della popolazione dell’Emilia-Romagna più invecchiata rispetto a quella delle regioni europee e della maggior parte delle altre regioni italiane (tranne Piemonte e Toscana), come dimostrano i valori assunti dagli indici di vecchiaia, di dipendenza, di struttura della popolazione attiva.

La popolazione con più di 65 anni cresce molto più di quella con meno di 15 anni e questa dinamica si accompagna anche a un costante assottigliamento della popolazione in età lavorativa (15-64 anni), determinando così un peggioramento del grado di dipendenza economico-sociale tra le generazioni.

La somma di queste diverse forze fa sì che al primo gennaio 2020 la popolazione complessiva dell’Emilia-Romagna sia stabilmente sopra i 4 milioni, 460 mila individui: il tasso di crescita totale fa segnare un +1,1 per mille (contro una media italiana di -2,9 per mille), per effetto di una dinamica migratoria positiva e stabile a +5,4 per mille e un saldo negativo dell’elemento naturale ormai assodato (ossia il numero dei morti supera quello dei nati) a -4,3 per mille.

Dopo oltre venti anni di lenta ma costante crescita, negli ultimi 10 anni, dal 2010 in avanti, si registra un inesorabile calo delle nascite, che riguarda sia gli italiani sia gli stranieri.
Per la componente italiana, il calo è attribuibile, oltre ad aver accentuato il rinvio dell’esperienza riproduttiva verso età sempre più elevate, anche alla struttura per età della popolazione femminile: ogni anno escono dal novero delle donne in età feconda generazioni più numerose ed entrano quelle, molto meno numerose, nate nei decenni successivi.
I nati stranieri, invece, la riduzione delle nascite è dovuta a un effettivo calo del numero medio di figli per donna.

NB: Dal 3 marzo 2020 Eurostat ha inserito nei propri dataset un nuovo codice EU27_2020, a sostituzione dei codici EU27 e EU28. Il nuovo aggregato recepisce il processo Brexit, dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. I 27 Paesi dell’Unione sono ora: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria. Il Factbook sotto l’etichetta MEDIA UE DAL 2020 propone il nuovo aggregato post-Brexit.

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pubblicato il 2018/11/13 17:43:00 GMT+2 ultima modifica 2021-04-27T16:02:49+02:00

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