Popolazione

Gli indicatori demografici misurano l'evoluzione e la struttura della popolazione.
In ottica comparativa, la fotografia dell'ambito Popolazione, scattata a fine 2021, fa emerge per tutti gli indicatori uno squilibrio a favore delle classi più anziane.

L'incidenza contenuta della popolazione in età giovanile e il peso elevato della componente anziana determinano una struttura della popolazione dell'Emilia-Romagna più invecchiata rispetto a quella delle regioni europee e della maggior parte delle altre regioni italiane, come dimostrano i valori assunti dagli indici di vecchiaia, di dipendenza, di struttura della popolazione attiva.

La popolazione con più di 64 anni cresce molto più di quella con meno di 15 anni e questa dinamica si accompagna anche a un costante assottigliamento della popolazione in età lavorativa (15-64 anni), determinando così un peggioramento del grado di dipendenza economico-sociale tra le generazioni.

Nemmeno la pandemia non ha avuto particolari effetti sulle dinamiche della struttura della popolazione, andamenti ormai consolidati da diversi anni. A un eccesso di mortalità in particolare sulle fasce di età anziane si è contrapposta una consistente riduzione dei flussi migratori dall'estero, tipicamente composti da persone più giovani.

La pandemia ha invece inciso in termini assoluti sulla consistenza della popolazione residente. Al primo gennaio 2021 la popolazione complessiva dell'Emilia-Romagna è di circa 4 milioni, 450 mila individui, in flessione rispetto all'anno precedente (-0,56%). Prosecuzione del calo delle nascite, aumento della mortalità, contrazione dei flussi migratori sono gli elementi che hanno causato il segno meno. Mentre la componente migratoria del bilancio demografico è stata influenzata fortemente dalla emergenza sanitaria (in Emilia-Romagna è al +0,9 per mille nel corso del 2020, contro il +5,4 per mille del 2019), la componente naturale ha un andamento ormai consolidato negli anni, che la pandemia ha solo aggravato (in Emilia-Romagna -4,3 per mille nel 2019, -6,6 per mille nel 2020).

Tali fenomeni sono riscontrabili nella maggior parte dei territori europei.

In Emilia-Romagna, così come in Italia, dopo oltre venti anni di lenta ma costante crescita, negli ultimi 12 anni, dal 2010 in avanti, si registra un inesorabile calo delle nascite, che riguarda sia gli italiani sia gli stranieri. Per la componente italiana, il calo è attribuibile, oltre ad aver accentuato il rinvio dell'esperienza riproduttiva verso età sempre più elevate, anche alla struttura per età della popolazione femminile: ogni anno escono dal novero delle donne in età feconda generazioni più numerose ed entrano quelle, molto meno numerose, nate nei decenni successivi. Per gli stranieri, invece, la riduzione delle nascite è dovuta a un effettivo calo del numero medio di figli per donna

NB: Dal 3 marzo 2020 Eurostat ha inserito nei propri dataset un nuovo codice EU27_2020, a sostituzione dei codici EU27 e EU28. Il nuovo aggregato recepisce il processo Brexit, dell'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea. I 27 Paesi dell'Unione sono ora: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria. Il Factbook sotto l'etichetta MEDIA UE DAL 2020 propone il nuovo aggregato post-Brexit.

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pubblicato il 2018/11/13 17:43:00 GMT+2 ultima modifica 2022-09-27T18:32:14+02:00

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