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La newsletter è curata dall'Ufficio di Statistica della Regione Emilia-Romagna.

Foto di Charlotte Paltrinieri (da Pixabay)

Notizie dalla Regione Emilia-Romagna

La natalità e la fecondità in Emilia-Romagna nel 2024

Nel 2024 in Emilia-Romagna sono nati 28.043 bambini, 14.396 maschi e 13.647 femmine. Ancora una volta si registra una diminuzione delle nascite rispetto all'anno precedente, evento che segna la conferma della tendenza alla denatalità iniziata ormai nel 2010. Rispetto al 2023 si sono registrate infatti 525 nascite in meno, -1,8%, ed è stato toccato così il minimo storico dall'entrata nel nuovo millennio. Soffermandosi all'ultimo decennio (2014-2024), il numero delle nascite annue è diminuito del 23,5% (-8.625). Nel 2024, il 65,9% dei nati ha entrambi i genitori italiani, il 21,9% ha entrambi i genitori stranieri, il restante 12,2% è figlio di coppie miste. Più di un terzo dei nati in Emilia-Romagna ha quindi almeno un genitore di cittadinanza non italiana. La diminuzione del numero di nati è un fenomeno complesso che dipende da più fattori. Tra questi vi sono la contrazione del numero di donne in età feconda (convenzionalmente tra i 15-49 anni d'età) e la variazione della struttura per età delle stesse, in combinazione con l'evoluzione della propensione ad avere figli alle varie età. Riferendosi alla prima componente, al primo gennaio 2024, in Emilia-Romagna vi sono 861.505 donne con età tra i 15 e i 49 anni, ma dal 2019 questo contingente ha perso ben 41.347 unità. Parallelamente, l'andamento del Tasso di Fecondità Totale (TFT), o numero medio di figli per donna, mostra una continua flessione dal 2009, anno di apice. Nel 2024 si attesta a soli 1,19 figli per donna (1,52 nel 2009), 1,05 per le donne italiane e 1,91 per le donne straniere. Analisi curate dall'Ufficio di Statistica della Regione Emilia-Romagna.



Notizie da Istat

Iniziative per il Centenario Istat

Il 9 luglio 1926, con la legge n. 1162 e l'istituzione dell'Istituto Centrale di Statistica, nasceva la statistica ufficiale italiana. L'Istat celebra i suoi cento anni con una serie di iniziative che ripercorrono la storia dell'ente e ne valorizzano le attività. Tra queste è in programma la presentazione del Rapporto annuale 2026 nell'Aula dei Gruppi Parlamentari, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (21 maggio). Durante il primo semestre saranno pubblicate le “Storie di dati”, brevi report che raccontano le grandi trasformazioni demografiche, sociali, economiche e ambientali del nostro Paese attraverso un secolo di statistiche (già uscita la storia dedicata al tema della istruzione). Gli eventi si susseguiranno nel corso dell'anno fino a concludersi con la XVI Conferenza nazionale di statistica, a fine novembre, tradizionale momento di confronto pubblico aperto agli enti del Sistema statistico nazionale, ai cittadini, alle scuole e alle istituzioni. È anche disponibile una sezione dedicata al centenario sul portale Istat.



La specializzazione produttiva nei Sistemi locali del lavoro

I 515 Sistemi locali del lavoro italiani, definiti sulla base della matrice di pendolarismo 2021, sono stati classificati sulla base della loro specializzazione produttiva prevalente. La tassonomia ottenuta è finalizzata ad arricchire la nuova geografia dei Sistemi locali del lavoro con informazioni relative alla specifica vocazione produttiva che caratterizza il tessuto produttivo locale. Questa tassonomia è utile per una più puntuale interpretazione e analisi degli indicatori statistici disponibili a livello di Sistema locale. Sulla base della metodologia adottata i Sistemi locali sono stati ripartiti in 4 principali profili (classi), distinti in 17 gruppi. Dei 31 Sistemi locali con centro in un comune dell'Emilia-Romagna, 16 presentano una specializzazione produttiva prevalente in settori del "Made in Italy", 9 sono connotati come "manifatturieri dell'industria pesante", 6 sono quelli "non manifatturieri". Nessuno dei Sistemi locali emiliano-romagnoli risulta “non specializzato”. Scendendo più nel dettaglio delle specializzazioni, il gruppo più rappresentato è quello della fabbricazione di macchine e apparecchiature elettriche, seguito da quello relativo ai materiali da costruzione e della ceramica e da quello connesso alle produzioni agro-alimentari.



Patrimonio abitativo e caratteristiche dell'occupazione

Nel periodo 2021-2023 il patrimonio abitativo in Italia è aumentato dell'1% e ha superato i 35,6 milioni di unità: al Nord si contano quasi 16,5 milioni di abitazioni, al Centro circa 6,7 milioni, al Sud oltre 8,1 milioni e nelle Isole poco più di 4,2 milioni. Le abitazioni occupate da persone residenti hanno superato i 26 milioni, pari a circa il 73% dell'intero patrimonio abitativo, e sono aumentate dell'1,4% rispetto al 2021; quelle non occupate oppure occupate da persone non residenti ammontano a 9,5 milioni e sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto alla precedente rilevazione censuaria. L'Emilia-Romagna, con il 78,7% di occupazione da parte di residenti, è tra le regioni in cui il patrimonio immobiliare è maggiormente utilizzato. Le situazioni di maggiore disagio abitativo sono misurate attraverso l'Indice di Superficie Abitativa Critica (ISAC), che individua come abitazioni occupate in condizione di particolare disagio quelle nelle quali una famiglia con almeno quattro componenti dispone di una superficie abitativa inferiore o pari al quinto percentile della distribuzione nazionale dei metri quadri per componente. L'indicatore segnala una situazione di disagio nell'1% delle abitazioni occupate a livello nazionale. La Campania è la regione che presenta il valore più elevato dell'ISAC (quasi 1,8%) mentre il valore riferito all'Emilia-Romagna è in linea con la media italiana.



Notizie dal territorio

Il disagio socio-economico nel comune di Bologna

L'Ufficio di Statistica del Comune di Bologna ha realizzato un report e delle dashboard interattive a partire dai risultati del progetto condotto da Istat volto a misurare il disagio socio-economico nelle aree sub-comunali di alcuni comuni italiani. Il disagio viene misurato mediante un indice composito, Indice di Disagio Socio-Economico di individui e famiglie (IDISE), risultante dalla combinazione di nove indicatori elementari articolati su quattro dimensioni: sociale, economica, lavorativa, educativa. A Bologna, nelle aree centrali della città prevale soprattutto la precarietà lavorativa, mentre nelle aree più esterne il disagio è marcatamente educativo e generazionale. Tra le aree del centro, quelle con maggiori criticità sono Irnerio, Malpighi e Galvani, che mostrano le percentuali più alte di famiglie senza redditi da lavoro o pensione, e di occupati con contratti non stabili. Tra le aree esterne, Pilastro, Villaggio della Barca, Mulino del Gomito, presentano i tassi più alti di basso livello di istruzione tra gli adulti, e di giovani (15-29 anni) che non studiano e non lavorano. Un parametro critico trasversale è invece l'isolamento degli over 70 che vivono soli e senza casa di proprietà, fenomeno particolarmente alto a Rigosa e Mulino del Gomito. Approfondimenti sul progetto IDISE sono disponibili sul portale Istat.



La produzione di rifiuti urbani nel comune e nell'area metropolitana di Bologna nel 2024

Nel 2024 si osserva un aumento della produzione di rifiuti urbani tanto nel comune di Bologna, tanto nell'intera area metropolitana. Nell'area metropolitana si raggiungono infatti le 610.075 tonnellate (+5,2% rispetto al 2023), con una produzione pro capite di 597,6 kg, valore superiore alla media nazionale, che è di 507,9 kg. Nel comune di Bologna si superano le 206 mila tonnellate (+1,7%), con 527,8 kg pro capite. Parallelamente, la tendenza alla raccolta differenziata mostra segnali sempre più incoraggianti: sul totale della produzione di rifiuti urbani, ne viene differenziata una percentuale pari al 75,1% a livello metropolitano (seconda tra le città metropolitane italiane) e al 72,8% a livello di comune (prima tra le grandi città italiane). Tali valori sono inferiori rispetto alla media dell'intero territorio emiliano-romagnolo. Analisi curate dagli Uffici di Statistica del Comune e della Città metropolitana di Bologna.



Abbiamo aggiornato

Visualizzazione grafica sulla natalità nel 2024. 



Prossimi appuntamenti

I mercoledì dell'Archivio cartografico della Regione Emilia-Romagna - 4, 11, 18, 25 marzo

Ritornano I mercoledì dell'Archivio cartografico della Regione Emilia-Romagna, con un programma ricco, curioso e profondamente legato al territorio emiliano-romagnolo. La venticinquesima edizione invita a guardare il territorio da prospettive diverse: dall'ambiente naturale alla memoria archivistica, dalle storie raccontate ai paesaggi. Il tutto con le persone che di questo si prendono cura ogni giorno. Il filo rosso che unisce gli appuntamenti è la voglia di scoprire, condividere e custodire un patrimonio comune fatto di natura, cultura e partecipazione. Più nel dettaglio, in questa edizione si parlerà dei patrimoni archivistici dell'Emilia-Romagna, del mondo degli insetti, del censimento delle sorgenti naturali, della Rete escursionistica regionale e dell'Alta Via dei Parchi. Il progetto è curato dalla Regione Emilia-Romagna e vede la collaborazione dell'Archivio cartografico (Settore innovazione digitale, dati, tecnologia e polo archivistico), del Settore Difesa del territorio, del Settore patrimonio culturale e del Settore aree protette, foreste e sviluppo zone montane.



Concorso per poster statistici, Istat - Scadenza iscrizioni 6 marzo

In occasione del Centenario dell'Istituto nazionale di statistica, l'Istat organizza la prima edizione del Concorso nazionale per poster statistici Istat 2026. L'iniziativa è rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e delle università italiane ed è finalizzata ad accrescere nei giovani la percezione della statistica ufficiale quale strumento per conoscere la realtà quotidiana. Il tema del poster è “Cento anni di storia del tuo territorio”. La scadenza per iscriversi è il 6 marzo, mentre il termine per l'invio dei poster è l'8 aprile.



Protezione e asilo in Emilia-Romagna - 18 marzo

La Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Anci Emilia-Romagna, presenta il rapporto Protezione e asilo in Emilia-Romagna, compendio statistico 2025. La pubblicazione offre una panoramica sui cittadini di paesi terzi soggiornanti sul territorio emiliano-romagnolo, distinti per motivazioni di ingresso e permanenza, con alcuni rimandi al quadro nazionale e un focus sulle caratteristiche della presenza dei titolari di protezione internazionale. A tal fine vengono utilizzate e confrontate una pluralità di fonti, alcune delle quali sono diffuse soltanto attraverso questa pubblicazione. Evento online, con iscrizione entro il 12 marzo.


Agenda completa



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