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Introduzione

Flussi turistici, mai così tanti arrivi e presenze

Nel 2024 il flusso turistico in Emilia-Romagna ha superato per la prima volta il livello precedente alla pandemia da Covid-19 e ha fatto registrare il punto più alto della serie storica sia degli arrivi sia dei pernottamenti. Gli arrivi sono stati nel complesso 11.879.657 e le presenze 40.782.820. Rispetto al 2023, i primi sono cresciuti del 3,6%, le seconde del 4,1%. Il livello pre-pandemico (2019), invece, è stato superato del 2,4% per ciò che riguarda gli arrivi e dell'1,0% per quanto riguarda le presenze.

Questo nuovo record è stato favorito dall'ulteriore consistente incremento dei turisti residenti all'estero, cresciuti anche nel 2024 in misura di gran lunga superiore rispetto a quelli residenti in Italia, secondo una tendenza ormai consolidata da anni. Nel confronto con il 2023, gli arrivi dei turisti stranieri sono aumentati, infatti, del 10,3% e i pernottamenti del 10,2%, a fronte di un modesto incremento del flusso degli italiani (+0,9% e +1,7% rispettivamente). In relazione al 2019, il flusso degli stranieri è aumentato, rispettivamente, del 14,4% e del 15,1%; il flusso degli italiani è invece rimasto al di sotto del livello 2019, rispettivamente, del 2,0% e del 4,0% (tavola Presenze di turisti italiani e stranieri per mese. Emilia-Romagna - Anni 2019-2024 (CSV - 2,8 KB)).

Si allunga lievemente la durata media del soggiorno (3,43 notti)

Per quel che riguarda la permanenza media per soggiorno, nel 2024 si è assistito a un rallentamento della tendenza alla sua diminuzione: con la sola eccezione del 2020, era dal 2009 che non si verificava un incremento della permanenza media (all'epoca salì dalle 4,38 notti del 2008 alle 4,40 del 2009). Dopo essere scesa fino a sole 3,42 notti nel 2023 (minimo della serie storica), questa è risalita a 3,43 nel 2024: l'aumento ha riguardato esclusivamente i turisti italiani, il cui soggiorno medio è passato da 3,41 a 3,44 notti, mentre quello degli stranieri è rimasto stabile a 3,42 notti.

Nei grandi comuni e nelle località collinari gli aumenti maggiori delle presenze rispetto al 2019

Se nel triennio 2021-2023 l'ambito turistico in cui si è osservato l'incremento più cospicuo dei flussi turistici è stato quello dei grandi comuni (che nel 2020 avevano invece subito il crollo più marcato), nel 2024 sono invece le località collinari a crescere maggiormente: l'aumento degli arrivi è aumentato del 8,5% e quello delle presenze del 5,7%. Rispetto al livello del 2019, già superato dal 2022, la crescita è stata pari, rispettivamente, al 20,2% e al 14,3%.

Nell'ultimo anno è comunque proseguita la crescita anche nei grandi comuni, con incrementi pari al 4,0% e al 7,9%, rispettivamente. Con riferimento al livello pre-pandemico (già superato nel 2023), l'aumento degli arrivi è del 6,7% e quello delle presenze del 18,1%.

Recuperano parte del flusso perduto negli anni precedenti le località termali, con una crescita degli arrivi del 3,6% e dei pernottamenti del 6,1%, restando tuttavia ben al di sotto del livello del 2019: -12,2% e -13,1%, rispettivamente. Non hanno ancora superato il livello del 2019 nemmeno le località dell'Appennino, (rispetto al quale gli arrivi sono ancora inferiori del 4,3% e le presenze del 1,8%), pur facendo registrare nell'ultimo anno incrementi rispettivamente pari al 5,6% e al 2,7%.

Aumenti leggermente più contenuti si sono rilevati presso le altre località (+5,4% e +3,5%) e soprattutto presso le località della Riviera (+2,6% e +3,0%): nel primo caso, la crescita è stata tale da consentire il superamento del livello pre-pandemico per ciò che riguarda i pernottamenti (+3,4%), ma non per quanto attiene agli arrivi (-2,5%). Viceversa, nelle località rivierasche l'incremento è stato tale da superare il livello del 2019 degli arrivi (+1,2%), ma non quello delle presenze (-3,0%) (tavola Presenze turistiche per ambito territoriale. Emilia-Romagna - Anni 2019-2024 (CSV - 1 KB)).

Turismo sempre meno concentrato nei mesi estivi

È proseguita anche nel 2024 la tendenza alla “diluizione” del flusso turistico nel corso dell'anno. Il mese di agosto, in particolare, rimane quello con la quota maggiore in termini di pernottamenti (21,5% sul totale dei pernottamenti annuali), ma è ancora in discesa rispetto al 22,0% del 2023, e rispetto al 23,5% mediamente osservato nel triennio pre-pandemia (2017-2019). Risulta stazionaria, invece la quota degli arrivi nel mese di agosto, 14,8%. Luglio si conferma invece anche nel 2024 come il mese con la percentuale più rilevante di arrivi (14,9%), benché in flessione rispetto al 2023 (16,1%). La concentrazione dei flussi turistici nei mesi estivi (da giugno a settembre) è in ulteriore diminuzione, passando dal 54,8% al 52,6% per quanto riguarda gli arrivi, e dal 68,1% al 66,1% per quanto riguarda i pernottamenti.

Nei mesi primaverili (marzo-maggio) e in ottobre è in aumento la quota degli arrivi (dal 28,2% del 2023 al 30,0% del totale nel 2024) e soprattutto quella dei pernottamenti (dal 20,1% al 21,5%). Nei mesi più freddi dell'anno (da novembre a febbraio) le quote sono invece salite, rispettivamente, dal 17,0% al 17,5% e dall'11,8% al 12,4% del totale. Rispetto al periodo pre-pandemico, la quota degli arrivi di questi mesi è rimasta sostanzialmente stabile rispetto al passato (era mediamente pari al 17,1% nel triennio 2017-2019), mentre è in continua crescita quella delle presenze (era mediamente pari al 10,7% tra il 2017-2019). Di conseguenza si assiste a una tendenza alla riduzione della durata dei soggiorni nei mesi estivi, cui si contrappone un allungamento dei giorni di permanenza nei restanti mesi dell'anno.

Per quanto riguarda le variazioni percentuali mensili, invece, gli incrementi più sensibili sono stati registrati nei mesi di maggio (per effetto degli eventi alluvionali di maggio 2023), di marzo (per effetto della Pasqua più bassa rispetto all'anno precedente), di febbraio (+12,3% per gli arrivi e +12,1% per i pernottamenti) e di novembre (+11,0% e +13,7%, rispettivamente). Viceversa, gli unici due mesi in cui si è registrata una flessione sono stati aprile (per i già ricordati motivi di calendario pasquale) e settembre (che è stato più fresco e piovoso rispetto agli anni precedenti), con riduzioni in questo ultimo mese degli arrivi del 7,1% e delle presenze del 2,4%. In rapporto al 2019, gli unici mesi il cui il flusso turistico è rimasto ancora inferiore in termini di pernottamenti sono quelli estivi: giugno -7,4%, luglio -1,4% e agosto -6,0%, oltre al già citato aprile (-8,3%). Questo conferma come nei mesi estivi la durata dei soggiorni sia in contrazione.

Presenze giornaliere: il progressivo recupero dei flussi rispetto al 2020-2021

La distribuzione giornaliera dei pernottamenti nel biennio 2019-2020 e nel biennio 2023-2024 consente di evidenziare in modo chiaro la perdita del flusso osservata nel 2020 (in beige) rispetto all'anno precedente e il successivo recupero negli ultimi due anni. Si può rilevare, in particolare, come le presenze del 2019 sono più concentrate nel mese di agosto, mentre nel 2023 e 2024 tendono a essere più distribuite nei restanti mesi dell'anno (tavola Presenze turistiche giornaliere Emilia-Romagna - Anni 2019-2024 (CSV - 22,2 KB)).

Numerose altre analisi arricchiscono il Rapporto annuale sul movimento turistico e la consistenza ricettiva alberghiera e complementare in Emilia-Romagna. Anno 2024 (PDF - 4,1 MB), curato dall'Ufficio di Statistica della Regione Emilia-Romagna.

Tutti i dati relativi al 2024, così come quelli provvisori dei primi mesi del 2025, sono disponibili sul Portale regionale di Statistica alla voce Dati ed elaborazioni periodiche dell'Area tematica Turismo.

Documenti

Ultimo aggiornamento: 12-11-2025, 18:45

Immagine di anteprima: Roccabianca (PR), Castello - ©Regione Emilia-Romagna AICG (da Fotoreporter)