La newsletter è curata dall'Ufficio di Statistica della Regione Emilia-Romagna.

Foto di Astrid Pereira (da Pixabay)
Notizie dalla Regione Emilia-Romagna
La natalità e la fecondità in Emilia-Romagna nel 2023
In Emilia-Romagna, anche nel 2023 prosegue la dinamica di flessione delle nascite: i nati vivi sono 28.568, oltre mille in meno rispetto al 2022, quando furono 29.615 (-3,5%). Tale diminuzione si inserisce in un quadro ormai consolidato di denatalità, iniziato nel 2010, dopo che si era assistito a venti anni di variazioni positive a partire dagli anni ’90 del secolo scorso. Dal 2009, l'anno in cui si registrò il maggior numero di nati, oltre 42 mila, sono andate perse quasi 14 mila nascite, -32,4%. I nati da genitori entrambi di cittadinanza italiana sono quelli in più forte contrazione. Ne consegue che nel 2023 un terzo dei nati ha almeno un genitore straniero, quota in continua crescita. Parallelamente è in costante riduzione anche il numero medio di figli per donna, 1,22 contro l'1,52 riferito al 2009. La contrazione di tale indicatore è da ascrivere alla tendenza delle donne nelle età più giovani ad avere meno figli o a non averne. Rispetto al 2009, è infatti per le donne sotto i 35 anni che si osserva una importante riduzione del tasso di fecondità. Al contrario, sopra i 34 anni la propensione ad avere figli nel 2023 non è dissimile da quella osservata nel 2009. Alla minore fecondità della popolazione femminile emiliano-romagnola si associa un aumento dell'età media al parto, che per le donne che hanno avuto un figlio nel 2023 sale a 32,5 anni, ovvero un anno in più rispetto a quanto rilevato nel 2009. I dati del bilancio demografico riferiti all'anno 2024, ancora provvisori, confermano le dinamiche di denatalità che stanno contraddistinguendo questa fase storica. Le stime suggeriscono infatti una nuova diminuzione delle nascite, di circa il 2%: rispetto al 2023 si andrebbero infatti a perdere altre 565 nascite sull'intero territorio emiliano-romagnolo. Analisi curate dall'Ufficio di Statistica della Regione Emilia-Romagna.
Il Geoportale della Regione Emilia-Romagna inaugura la sua newsletter
È stata inaugurata la newsletter tematica del Geoportale della Regione Emilia-Romagna. Vi saranno messe in evidenza le nuove disponibilità e gli aggiornamenti di dati e servizi cartografici, per rimanere sempre informati sulle novità pubblicate sul portale web. Il Geoportale della Regione Emilia-Romagna è il punto di riferimento per la diffusione delle informazioni geografiche prodotte dalle diverse Direzioni Generali e Agenzie dell'Ente che gestiscono, documentano e rendono fruibili dati, prodotti e servizi di tipo cartografico. L'obiettivo è quello di supportare le attività di gestione, pianificazione e analisi del territorio. Tra le possibilità offerte dal Geoportale, vi sono quella di navigare mappe in modalità anche tridimensionale, fruire di servizi di estrazione di dati cartografici raster e vettoriali in vari formati, avere a disposizione un catalogo dei prodotti disponibili con tutte le relative informazioni, compresi i metadati e le modalità di accesso. Il Geoportale è curato dall'Area Statistica, dati e sistemi geografici del Settore innovazione digitale, dati, tecnologia e polo archivistico.
Un algoritmo per contrastare la povertà
Lo studio delle nuove forme di povertà in Emilia-Romagna e la simulazione delle potenziali misure di contrasto sono alcuni degli obiettivi del progetto Amartya, in qualità di gemello digitale della popolazione emiliano-romagnola. L'iniziativa prevede l'utilizzo di dati di diversa natura al fine di determinare i fattori che possono provocare disagio economico a famiglie e singoli individui. Tra i dati utilizzati vi sono le condizioni lavorative dei componenti familiari, le condizioni abitative della famiglia, l'incidenza delle spese per trasporti, generi alimentari, energia. L'analisi si poggia su MarghERita, la “Bigdata platform” della Regione Emilia-Romagna, che ora si apre anche all'ambito del welfare. Il progetto si avvarrà della sinergia tra i settori Politiche sociali, di inclusione e pari opportunità e Innovazione digitale, dati, tecnologia e polo archivistico della Regione Emilia-Romagna, con il contributo del Dipartimento di Economia Marco Biagi dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
Notizie da Istat
La partecipazione politica nel 2024
Negli ultimi decenni, l'attenzione per i temi legati alla partecipazione politica nelle democrazie consolidate è aumentata, sia in ambito politico che accademico. In Italia, tra il 2003 e il 2024 si è osservata una diminuzione generalizzata della cosiddetta “partecipazione invisibile”, ovvero quella che prevede l'informarsi e il discutere di politica. A livello nazionale, nel 2024, meno della metà della popolazione di 14 anni e più si informa di politica almeno una volta alla settimana, il 48,2%, 8,9 punti percentuali in meno rispetto al 2003. Suddividendo per genere, il 42,5% delle donne si informa settimanalmente di politica, contro il 54,1% degli uomini. L'Emilia-Romagna è tra le regioni in cui la partecipazione dei cittadini è più diffusa, in particolare tra le donne: la percentuale di donne residenti in Emilia-Romagna che si informano almeno una volta alla settimana è pari al 49,9%, contro la percentuale del 58,4% riferita agli uomini. Molto meno diffusa è invece l'abitudine a parlare di politica: solo per il 31,6% degli emiliano-romagnoli di 14 anni e più è tema di conversazione almeno una volta alla settimana, mentre il 34,6% non ne parla mai.
La spesa dei Comuni per i servizi sociali nel 2022
Nel 2022 i Comuni italiani, in forma singola o associata, hanno impegnato per i servizi sociali e socio-educativi un totale di 10,9 miliardi di euro, di cui 812 milioni rimborsati dalla contribuzione a carico degli utenti e 1,2 miliardi finanziati dal Servizio Sanitario Nazionale. La spesa degli 8,9 miliardi al netto delle suddette compartecipazioni aumenta del 5,8% rispetto all'anno precedente. Dall'analisi emergono ampie disuguaglianze territoriali, non solo a livello di medie regionali e provinciali, ma anche per dimensione demografica di comune e per collocazione rispetto alla perifericità dai centri principali. In particolare, la spesa dei Comuni dell'Emilia-Romagna nel 2022 ammonta complessivamente a 947 milioni di euro. Sono circa 214 euro pro capite, contro una media italiana di 150 euro pro capite. In Emilia-Romagna, il 45,9% delle risorse è destinato a bambini, ragazzi e famiglie con figli. Questa componente è suddivisa, sempre calcolata rispetto al totale complessivo della spesa, nella quota per i nidi e gli altri servizi educativi per la prima infanzia, 23,5%, e in quella per interventi e servizi sociali, 22,4%. Il 19,3% della spesa totale ha finanziato l'assistenza alle persone con disabilità, l'11,8% i servizi rivolti agli anziani, l'8,7% il sostegno nell'area della povertà e dell'esclusione sociale, il 7,5% il supporto a immigrati, Rom, Sinti e Caminanti, lo 0,4% i servizi nel settore delle dipendenze e il restante 6,4% le attività generali e i servizi per la multiutenza.
Notizie dal territorio
I dati sulla cassa integrazione in provincia di Piacenza nel primo semestre 2025
Dopo la non brillante fase congiunturale del 2024, nel primo semestre del 2025 si acuiscono le difficoltà delle imprese piacentine sui mercati, in particolare su quelli esteri. Tali dinamiche, che si collocano in un più generale contesto caratterizzato da un ciclo economico sostanzialmente stagnante, trovano riscontro nell'aumento delle ore autorizzate di Cassa integrazione a sostegno dei lavoratori dipendenti. Queste, in provincia di Piacenza, hanno raggiunto e superato nei primi sei mesi del 2025 le 800 mila unità, 290 mila in più rispetto al primo semestre del 2024. Si tratta di un aumento del 56%, superiore a quello registrato a livello nazionale e regionale (circa del 20%). La Cassa integrazione ordinaria, quella a supporto delle crisi congiunturali, tocca le 589 mila ore nel primo semestre 2025, con un crescita del 41% rispetto ai primi sei mesi del 2024. La Cassa integrazione straordinaria, quella relativa a situazioni di crisi strutturali e a riconversioni aziendali, passa da 96 mila a 213 mila ore (+121%).
Annuario regionale Eurostat 2025
L'annuario regionale Eurostat 2025 offre una panoramica completa sugli sviluppi economici, sociali, demografici e ambientali a livello regionale nei 27 paesi dell'Unione Europea, nei 9 paesi candidati e nei 4 paesi dell'EFTA. Il documento mette in evidenza le diverse prospettive territoriali, fornendo una visione approfondita delle dinamiche in atto. Insieme all'annuario regionale di Eurostat, in lingua inglese, sono disponibili l'atlante statistico e la pubblicazione interattiva Regions in Europe (quest'ultima con traduzione automatica in tutte le lingue dell'UE), che offrono una serie completa di risorse per coloro che sono interessati ai dati a livello regionale. In questa edizione, l'annuario regionale pone l'accento sulla prosperità e sulla competitività in ottica sostenibile, presentando una selezione di indicatori chiave che monitorano i progressi in questo ambito, una priorità sostenuta dalla Commissione europea.
Abbiamo aggiornato
Visualizzazione grafica sul mercato del lavoro con i dati del secondo trimestre 2025.
Visualizzazione grafica sull'andamento dei prezzi al consumo fino ad agosto 2025.
Prossimi appuntamenti
Sistemi locali del lavoro, la nuova geografia - 2 ottobre
Istat presenta la nuova geografia dei sistemi locali del lavoro. La nuova suddivisione territoriale, basata sulla matrice di pendolarismo 2021, aggiorna quella del 2011. L'evento sarà l'occasione per illustrare il nuovo processo di costruzione della matrice di pendolarismo e per approfondire i temi legati alle specializzazioni produttive dei territori e alle dinamiche del mercato del lavoro. In presenza, a Roma, o in streaming.
La nuova classificazione delle attività economiche ATECO 2025 - 9 ottobre
Istat presenta gli sviluppi della nuova classificazione delle attività produttive ATECO 2025, versione nazionale della NACE Rev. 2.1 europea, frutto di una revisione internazionale sostenuta a livello nazionale dal Comitato Ateco e da una rete di utenti esperti. La nuova classificazione, entrata in vigore il primo gennaio del 2025, è utilizzata per finalità statistiche e per scopi amministrativi. L'evento è finalizzato a illustrare il percorso metodologico seguito, le soluzioni adottate sul piano operativo e i principali risultati raggiunti nell'ambito del progetto, con particolare attenzione alla prima implementazione nel Registro statistico delle imprese (ASIA). In presenza, a Roma, o in streaming.
