La newsletter è curata dall'Ufficio di Statistica della Regione Emilia-Romagna.

Foto di fernando zhiminaicela (da Pixabay)
Notizie dalla Regione Emilia-Romagna
8 marzo 2026, il contesto del Bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna
In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne, l'Ufficio di Statistica della Regione Emilia-Romagna presenta come ogni anno una serie di indicatori chiave per le analisi sui temi delle pari opportunità di genere. Tali indicatori trovano naturale collocazione all'interno del Bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna e contribuiscono a delineare un contesto di partenza sulla base del quale definire le azioni volte alla parità di genere e determinarne l'impatto. Quest'anno si è concluso il processo di digitalizzazione del Bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna, finalizzato a semplificarne la consultazione e migliorarne la lettura, in particolare rafforzando la connessione tra dati, analisi e azioni. Il Bilancio di genere è costruito seguendo l'approccio Sviluppo umano, una visione dinamica che si basa sul processo di costruzione del ben-essere individuale, nella sua multidimensionalità e complessità, che ha portato alla individuazione di nove dimensioni di ben-essere, dedicate ai vari ambiti di vita dei cittadini, ognuna rappresentata attraverso una pluralità di indicatori declinati in ottica di genere. Per ciascuna delle nove dimensioni del ben-essere sono disponibili una analisi riferita all'ultimo anno di rendicontazione delle azioni del Bilancio di genere e una visualizzazione grafica interattiva di dati, che mostra gli indicatori di contesto selezionati per descrivere l'ambito in maniera multiforme, anche nella sua evoluzione in serie storica. Il Bilancio di genere è di competenza della Direzione generale Cura della persona, salute e welfare, Settore Politiche sociali, sociosanitarie, pari opportunità. È in capo all'Ufficio di Statistica la produzione di dati e analisi utili a evidenziare l'eventuale presenza di differenze di genere nei vari ambiti di vita dei cittadini.
Il mercato del lavoro in Emilia-Romagna nel 2025
In Emilia-Romagna prosegue la crescita del mercato del lavoro osservata negli ultimi anni, dopo la forte contrazione provocata nel 2020 dagli effetti dell'emergenza sanitaria globale. Il 2025 è contraddistinto da un rilevante nuovo impulso all'aumento degli occupati. Le persone con un impiego toccano quota 2 milioni e 73 mila, il valore massimo storico per le medie annuali. Tale risultante è la sintesi di una dinamica infrannuale piuttosto stabile, definita da livelli trimestrali costantemente al di sopra di quelli degli anni precedenti. Parallelamente si assiste a una lieve diminuzione del numero dei disoccupati, che scendono sotto le 90 mila unità per la prima volta dalla prima decade di questo secolo. Torna a diminuire anche il numero degli inattivi di età compresa tra i 15 e i 64 anni, dopo l'aumento osservato nel 2024. Nel 2025 questo contingente conta 714 mila persone. Tali dinamiche si riflettono nella crescita del tasso di occupazione, nella diminuzione sia del tasso di inattività sia del tasso di disoccupazione. Rispetto al 2024, l'aumento dell'occupazione è da ascrivere principalmente alla componente femminile, cosicché si riduce la forbice di genere a svantaggio delle donne. Rispetto all'Emilia-Romagna, in Italia si registrano livelli occupazionali inferiori e per la prima volta dalla pandemia anche in minore crescita. In Emilia-Romagna si assiste a una leggera contrazione degli interventi a sostegno dell'occupazione: diminuisce il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, mentre aumentano la Straordinaria e i Fondi di solidarietà. Elaborazioni curate dall'Ufficio di Statistica della Regione Emilia-Romagna su dati Istat e INPS.
Le proiezioni demografiche al 2045 per l'Emilia-Romagna
La realizzazione di proiezioni demografiche e di scenari previsionali per la popolazione caratterizza l'attività dell'Ufficio di Statistica della Regione Emilia-Romagna ormai dagli anni ‘90. Nell'attuale revisione, l'arco temporale considerato è il periodo che va dal 2025 (anno base della proiezione) al 2045. Nel 2045, considerando lo scenario di riferimento, la popolazione totale in Emilia-Romagna potrebbe superare i 4 milioni e 598 mila residenti, con un aumento atteso di circa 136 mila unità (+3% rispetto al 2025). Le trasformazioni nel rapporto tra le generazioni saranno profonde, con un deciso aumento degli anziani e un minore peso delle persone in età lavorativa. L'andamento atteso evidenzia infatti una diminuzione del 4,6% per la popolazione nella fascia 0-14 anni, una diminuzione del 3,9% per la popolazione nelle classi di età attive (15-64 anni) e un aumento del 24,3% per la popolazione di 65 anni e oltre. A livello territoriale, si ipotizza una crescita della popolazione più accentuata rispetto alla media regionale nelle province di Piacenza, Parma e Bologna. I territori di Ferrara e Ravenna potrebbero invece progressivamente spopolarsi. Tutti i dati, per tipo di scenario, territorio, sesso, classe di età, sono consultabili grazie agli strumenti interattivi di visualizzazione grafica.
L'export in Emilia-Romagna nel 2025
Nel 2025, le esportazioni delle imprese emiliano-romagnole hanno superato gli 84 miliardi di euro, confermando il ruolo centrale dell'Emilia-Romagna nell'internazionalizzazione del sistema produttivo italiano. L’export emiliano-romagnolo rappresenta infatti il 13,1% dell'export complessivo nazionale, valore secondo solo a quello della Lombardia. In Emilia-Romagna, i settori con le migliori performance nel 2025 sono agricoltura silvicoltura e pesca (+17,4% rispetto al 2024), farmaceutica (+9,0%), alimentare (+6,8%). Segno positivo anche per gli apparecchi elettrici (+4,8%), mentre sperimentano una diminuzione tessile e abbigliamento (-5,7%), elettronica (-5,7%) e prodotti chimici (-3,7%). Dal punto di vista geografico, emerge un rafforzamento dei mercati europei e una debolezza di quelli extraeuropei: l'export verso l'Unione europea è in crescita, su base annua, del 5,7%, mentre quello verso i mercati extra UE registra una flessione, del 3,4%, concentrata soprattutto nelle aree America e Asia orientale. Il saldo commerciale con l'estero dell'Emilia-Romagna è il più alto tra le regioni italiane, pari a 33,2 miliardi di euro (al netto dei flussi non regionalizzati). Le analisi sono curate Art-ER, su dati Istat.
Notizie da Istat
Geografie funzionali per l'analisi territoriale
A completamento del processo di aggiornamento avviato con la nuova geografia dei sistemi locali del lavoro al 2021, l'Istat ha aggiornato altri ambiti funzionali territoriali, in modo coerente con le geografie e le tipologie definite a livello europeo: Zone urbane funzionali, Zone costiere e Grado di urbanizzazione dei comuni. La produzione e diffusione di queste classificazioni avviene in applicazione dei regolamenti europei in materia. Le geografie funzionali permettono di comprendere meglio le caratteristiche del luogo in cui si risiede e di ricondurvi dimensioni socio-economiche essenziali per le condizioni di vita, quali il lavoro, la salute, l'educazione, la qualità dell'ambiente. Inoltre, consentono l'analisi puntuale di fenomeni che si devono descrivere in relazione alle specificità dei luoghi. Concentrandosi sul territorio dell'Emilia-Romagna, emerge che il 38,5% degli emiliano-romagnoli vive negli 11 comuni considerati “Zone densamente popolate” (concentrati per lo più lungo la via Emilia), valore di poco superiore alla media nazionale. Il 20,8% vive in “Zone scarsamente popolate”, definite da 207 comuni sui 330 totali. In un contesto in cui la popolazione complessiva residente in Emilia-Romagna è in crescita, tra il 2011 e il 2024 si registra un aumento più consistente nelle aree costiere (+3,1%) rispetto a quello osservato nelle zone non costiere (+2,6%).
Le statistiche sull'acqua, anni 2023-2025
In occasione della Giornata mondiale dell'acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 e celebrata ogni 22 marzo, l'Istat pubblica un focus che raccoglie i risultati più recenti delle indagini e delle analisi condotte sul tema. L'obiettivo è offrire una visione integrata delle statistiche sulle acque, con particolare attenzione al territorio, alla popolazione e alle attività economiche. In questa edizione, il quadro informativo si arricchisce con nuovi dati provenienti dalla prima edizione dell'Indagine Multiscopo dell'Agricoltura (anno di riferimento 2024) condotta nell'ambito del Censimento permanente dell'agricoltura. Soffermandosi in particolare su quest'ultimo tema, considerando l'annata agraria 2022/23, oltre la metà della Superficie Agricola Utilizzata in Emilia-Romagna era potenzialmente irrigabile (meno del 30% a livello nazionale), ma solo un quarto è stata irrigata, complice probabilmente l'alluvione di maggio 2023. Nel 2024 l'Emilia-Romagna è la regione in cui gli agricoltori hanno segnalato in minore misura difficoltà connesse all'irrigazione (54% contro il 91% a livello nazionale).
Notizie dal territorio
Emissioni inquinanti nella città metropolitana di Bologna nel 2023
Lo studio sulle emissioni inquinanti nella città metropolitana di Bologna evidenzia, nel lungo periodo, un netto miglioramento delle condizioni, con una significativa riduzione soprattutto per ossidi di azoto e polveri sottili. La mobilità su strada rimane la principale fonte di emissioni, in particolare per anidride carbonica e ossidi di azoto, con un impatto notevole causato dai veicoli pesanti e dal traffico autostradale, legati al particolare ruolo del territorio nell'ambito della logistica. Nel 2023 le emissioni di anidride carbonica sono in diminuzione (-10% rispetto al 1990) e sono inferiori alla media nazionale. La riduzione complessiva è dovuta soprattutto alla maggiore capacità di assorbimento del territorio (aumento delle superfici verdi), più che alla diminuzione delle emissioni da attività economiche e trasporto. Il settore del trasporto su strada incide per quasi la metà delle emissioni totali di anidride carbonica, con una percentuale superiore alla media nazionale. Per gli ossidi di azoto si osserva un calo superiore al 60% rispetto al 1990, grazie alle normative ambientali e ai miglioramenti tecnologici, ma il trasporto stradale rappresenta ancora circa la metà delle emissioni. Anche le emissioni di polveri sottili (PM10 e PM2.5) sono inferiori alla media nazionale e in forte diminuzione, con la combustione non industriale, cioè soprattutto il riscaldamento civile, come principale causa e il trasporto su strada come seconda. L'analisi è stata realizzata dall'Ufficio Studi per la Programmazione della Città metropolitana di Bologna, a partire dai dati dell'Inventario nazionale delle emissioni elaborato da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
E se anche l'emigrazione modenese si stesse tingendo di rosa?
Dall'analisi dei flussi migratori curata dall'Ufficio di Statistica della Provincia di Modena, emerge che nel 2024 le cittadine italiane cancellate per l'estero dalle anagrafi dei comuni modenesi sono 807, valore più alto dal 2021. Nel 2024, la componente femminile rappresenta il 48,2% del totale delle emigrazioni modenesi (era il 44,3% nel 2004). Contemporaneamente nel 2024 sono in aumento le neolaureate femmine residenti nella provincia di Modena, 2.411, il 58,3% del totale dei neolaureati (nel 2014 era il 56,5%). L'incidenza femminile sulle nuove lauree all'Università di Modena e Reggio Emilia è per il 2024 particolarmente elevata nei gruppi disciplinari Educazione e formazione, Linguistico, Psicologico, con percentuali oltre l'80%. Analoghe tendenze, a livello nazionale, sono state evidenziate da alcuni studi, in cui si sottolinea come negli ultimi anni la prevalenza maschile nei flussi in uscita verso l'estero si è ridotta, lasciando spazio a una crescente presenza femminile all'interno dell'emigrazione italiana. In aggiunta, le donne costituiscono la quota prevalente dei movimenti di persone con laurea che si trasferiscono all'estero, in particolare in Paesi in cui, anche nell'ambito delle nuove tecnologie, si ricercano figure professionali con un percorso formativo in cui storicamente è più rappresentata la componente femminile.
Abbiamo aggiornato
Dati consolidati su domanda e offerta turistica relativi all'intero 2025.
Visualizzazione grafica sul mercato del lavoro con i dati del quarto trimestre 2025 e dell'intero 2025.
Prossimi appuntamenti
Misurare la povertà educativa - 16 e 17 aprile
L'Istat organizza il convegno Misurare la povertà educativa, con lo scopo di condividere i risultati dei lavori della Commissione scientifica interistituzionale, istituita nel 2023 dall'Istat con il coinvolgimento della comunità scientifica, della società civile, di esponenti di governo e delle istituzioni. Durante il convegno verranno presentati il framework concettuale sulla povertà educativa sviluppato dalla Commissione e il set di indicatori statistici individuati per misurarla. La seconda giornata sarà dedicata alla presentazione di laboratori e attività divulgative sul tema. In presenza, a Napoli, e online, previa iscrizione.
Leggere, raccontare e sperimentare la statistica - 16 aprile
L'Istat partecipa alla Bologna Children's Book Fair con un evento dedicato a insegnanti, bibliotecari e quanti lavorano con bambini e ragazzi. Il seminario si propone di promuovere la cultura statistica e valorizzare il patrimonio informativo dell'Istat, evidenziando il ruolo fondamentale dei dati nella lettura e nella interpretazione della realtà. In un dialogo tra memoria e innovazione, i dati si trasformano in storie da raccontare: strumenti preziosi per comprendere fenomeni complessi e occasioni per stimolare curiosità, sviluppare spirito critico e rafforzare competenze essenziali per una cittadinanza attiva e consapevole.
