Benessere e qualità della vita

Gli indicatori illustrati in questo ambito permettono di descrivere alcune dimensioni, riguardanti le famiglie e gli individui, che vanno al di là delle grandezze economiche, coinvolgendo la sfera della percezione personale e gli aspetti trasversali, quali la coesione sociale, il benessere, la salute, l’istruzione.

Molti degli indicatori proposti fanno riferimento a quelli adottati in ambito europeo per la definizione di obiettivi strategici indispensabili alla realizzazione di una crescita economica sostenibile e per una maggiore coesione sociale e scelti da Istat per il Bes.

Il reddito disponibile in parità di potere d’acquisto per le famiglie dell’Emilia-Romagna è in costante crescita e colloca la nostra regione al quarto posto nella graduatoria delle regioni competitors. L’indicatore composito sul rischio di povertà o esclusione sociale si mantiene stabile, con un leggero aumento fra il 2018 e il 2019, come somma di forze opposte: da un lato la positiva diminuzione della bassa intensità lavorativa, dall’altro lato l’aumento della povertà relativa delle famiglie.

Il livello di istruzione, sia della popolazione adulta complessiva sia nella fascia di età 30-34 anni, mostra un progressivo miglioramento, all'interno di una tendenza positiva di lungo periodo.
L'Emilia-Romagna, pur con livelli di dispersione ancora alti se paragonati a quelli delle altre regioni “simili”, tocca nel 2017 il valore più basso mai raggiunto. Dal 2017 al 2019 l’indicatore riprende a salire, aumento dovuto alla componente maschile.

Il costante aumento della quota di popolazione anziana e in particolare dei grandi anziani è sostenuto dai continui guadagni in sopravvivenza: l'Emilia-Romagna è, infatti, una tra le regioni più longeve fino al 2019, insieme alle altre regioni italiane e alle regioni affacciate sul mediterraneo di Francia, Spagna e Grecia. I prossimi aggiornamenti di questo indicatore ci mostreranno che impatto avrà avuto la pandemia Covid-19 sulla speranza di vita degli over-65enni.

Gli ultimi due indicatori tendono a fotografare la situazione del sistema sanitario delle varie regioni europee, pre-pandemia. L’Emilia-Romagna ha incidenze di mortalità per tumori, problemi circolatori e respiratori inferiori alla media europea; superiore alla media, ma in calo, la mortalità dovuta a incidenti stradali.

Da oltre un decennio, in Italia e nell'Unione europea, il sistema sanitario è stato sottoposto a riforme che hanno avuto come obiettivo la razionalizzazione delle risorse e il contenimento della spesa. Ciò si evince anche dalla costante diminuzione dei posti letto ospedalieri, compensata da altre forme di assistenza, come quella domiciliare. La media EU-27 è passata dai 620 posti letto ogni 100mila abitanti del 2004 ai 537 del 2018. L’Italia partiva già da una situazione di copertura molto inferiore alla media europea, passando dai 418 posti letto ogni 100mila abitanti del 2014 ai 314 del 2018.

 

 NB: Dal 3 marzo 2020 Eurostat ha inserito nei propri dataset un nuovo codice EU27_2020, a sostituzione dei codici EU27 e EU28. Il nuovo aggregato recepisce il processo Brexit, dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. I 27 Paesi dell’Unione sono ora: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria. Il Factbook sotto l’etichetta MEDIA UE DAL 2020  propone il nuovo aggregato post-Brexit.

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pubblicato il 2018/11/06 10:57:00 GMT+1 ultima modifica 2021-04-27T15:07:14+01:00

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